lunedì 4 aprile 2011

Comune di Bologna: primo incontro tavolo di confronto sulla riorganizzazione

Si è svolto venerdì scorso il primo incontro del tavolo di confronto fra il Comune e le Organizzazioni Sindacali avente per oggetto la riorganizzazione dei nidi. Nel corso dell'incontro, come richiesto precedentemente dai sindacati,
l'Amministrazione ha presentato un testo scritto nel quale sono illustrate le sue intenzioni. Il testo (che per ora ho solo in caraceo e non posso "postare") non contiene particolari novità rispetto a quanto già ilustrato nel corso della trattativa sul bilancio. Vi sono però alcune affermazioni interessanti che andranno approfondite, così come, nel corso di un primo scambio di opinioni, sono state fatte alcune dichiarazioni impegnative. Andando con ordine (e risparmiandoVi alcuni passaggi sul timore del cambiamento...) le coordinate dell'intervento proposte sono quattro:
  1. Rimodulazione dell'orario del servizio più flessibile, partendo dall'assunto (che chiederemo di dimostrare) che dalle 16,30 in poi vi sia un calo drastico delle presenze. Si parla del fatto che già alcuni nidi (tre) sul territorio chiudono alle 17 e di come la centralità educativa del servizio risieda nelle ore che vanno, appunto, fino alle 16/16,30. Il nastro orario proposto dovrebbe andare dalle 7,30 alle 16,30 per il servizio standard con estensione fino alle 18/18,30 per il servizio "integrativo". A questo proposito nel testo c'è un passaggio interessante che fa un pò a pugni col concetto di servizio "integrativo": " (...) il servizio rimane un servizio unitario il cui orario arriva fino alle 18/18,30 e tutto il personale costituisce un unico gruppo di lavoro, che garantisce il funzionamento complessivo del servizio". Il Comune ribadisce inoltre che tutte le città della regione si sarebbero orientate verso un'offerta simile...
  2. Il secondo punto conferma l'intenzione di passare al rapporto educatore/bambino previsto dalla legge regionale e (questo è vero) applicato oramai in tutti i comuni capoluogo della regione e in quasi tutti i comuni della nostro provincia. Alla mia domanda: "sapete dirci quanto questo inciderà sull'aumento di carichi di lavoro di educatrici e collaboratori?", la risposta è stata che "probabilmente" vista anche la contrazione degli orari si determineranno fasce di maggiore compresenza e quindi i carichi di lavoro "potrebbero anche non aumentare"; è evidente che, detto così,la risposta non è soddisfacente...
  3. Terza pista di lavoro riguarda la riorganizzazione del pasto, sia per la parte inerente gli approvigionamenti sia per quanto riguarda la preparazione del pasto per gli adulti
  4. Ultimo obiettivo riprogettazione del servizio per il mese di Luglio con la possibilità di utilizzo del servizio da una a quattro settimane.

Le cose interessanti e parzialmente in controtendenza rispetto a quanto circolato fino ad ora sono:

  • l'aver ribadito da parte dell'Amministrazione l'intenzione di garantire il servizio fino alla chiusura con personale comunale, quindi senza il ricorso a personale di cooperativa nella fascia "integrativa"; da qui la "unicità del servizio"
  • a richiesta l'Amministrazione ha escluso, visto che non è contenuto nel testo, che le educatrici possano perdere l'indennità di turno
  • la possibile estensione del servizio estivo

Fra i punti fin da ora non chiari segnalerei:

  • il fabbisogno complessivo di personale (con ricadute possibile sui precari)
  • la questione carichi di lavoro
  • la questione relativa all'esistenza o meno di educatrici perdenti sede

Naturalmente per quanto riguarda la CGIL svolgeremo nei prossimi giorni una discussione con educatrici, collaboratori e pedagogisti per definire le nostre proposte e le nostre valutazioni sul piano presentato dal Comune

Michele Vannini Fp-CGIL Bologna

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