lunedì 30 maggio 2011

Adriana Lodi all'università

Adriana Lodi e Tiziana Pironi












Oggi Adriana Lodi si è seduta dietro la cattedra presso la facoltà di scienza dell'educazione ospitata dalla professoressa Tiziana Pironi. Con il suo solito stile disinvolto e garbato, ha raccontato la nascita del primo nido in città.
Un incontro sentito, partecipato, attivo e dinamico. La storia lavorativa del più volte parlamentare è cominciata nelle fabbriche, è proseguita nei sindacati per poi approdare alla giunta comunale di Dozza come unica donna assessore.
Conosce gli Omni (più o meno, gli antenati dei nidi d'infanzia) come mamma, costretta da esigenze lavorative lascia suo figlio di circa un anno e mezzo alla cura di questi istituti.
"Le educatrici- racconta- mi hanno strappato dalle braccia il bimbo in lacrime e mi hanno detto di allontanarmi perché poi avrebbe smesso di piangere... ho resistito una settimana, poi ho deciso di trasferirmi vicina a mia madre che poteva badare al piccolo e continuare a lavorare"
Quest'esperienza negativa ma anche l'attenzione che comunque si stava  focalizzando attorno ai nidi, ha fatto in modo che le cose si mobilitassero rapidamente e si fissassero in veri risultati. Il primo nido di Bologna a gestione comunale, nasce nel '69 con il nome Pattini. Pattini era un'industriale bolognese che decise di lasciare i fondi per avviare il primo asilo. E' da sottolineare come tutto procede in poco tempo "All'inizio del '68 c'è l'atto ufficiale di donazione -spiega ex assessore- alla fine del '69 viene aperto il Pattini. Questo è potuto avvenire perché io, come altri assessori, abbiamo agito in prima persona, non affidando tutto il lavoro ai tecnici. Se così si fa i tempi possono diventare davvero lunghi, troppo lunghi"
La risposta politica data con questa esperienza poneva per la prima volta il bimbo al centro del discorso educativo. Nel '71 si arriva sempre grazie alla Lodi, nel frattempo diventata parlamentare, alla legge che ancora tutela il nido la L1044. Nello stesso anno di febbrile movimento femminista, si scrive anche la Legge 1204 a tutela delle lavoratrici madri.
"Il nido l'ho poi verificato dopo anni come nonna quando ci ho portato i miei nipoti. Ho potuto constatare il grande successo del nido. I bimbi piangevano perché non volevano andarsene e non perché ce li lasciavo"
La lezione è stata intensa ed emozionale, si è prolungata con domande davvero puntuali da parte degli studenti che partendo un po' timidi, sono riusciti a fissare l'attenzione su importanti passaggi.
Una domanda ho invece girato io al pubblico di giovani "Perché avete scelto questa facoltà?" Le risposte sono state molteplici ma un punto mi è parso condiviso
"Perché con l'educazione si può cambiare il futuro"

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