giovedì 29 marzo 2012

Il comitato cittadino

greyerbaby












Lunga quasi estenuante l'incontro con il comitato dei presidenti cittadino dei genitori. Da molto tempo non ci si ritrovava e in questa forma istituzionale da anni.



Chi
presenti l'assessore alla scuola Marilena Pillati, Elena Iacucci responsabile ai servizi educativi alla prima infanzia, Miriam Pepe direttore del settore istruzione, alcuni presidenti di quartiere e pedagogiste oltre ad un nutrito gruppo di presidenti dei nidi (comunali e in convenzione).

L'introduzione
L'assessore ha presentato le criticità inerenti ai servizi, quindi problemi di tipo economico (tagli in bilancio cospicui) e problemi di tipo normativo tra patto di stabilità e groviglio normativo. Per riassumere l'amministrazione non può assumere ne a tempo determinato, ne a tempo indeterminato, non può provvedere alla sostituzione (seppure per l'anno in corso il problema sia risolto) e non può offrire che una sostituzione ogni 5 pensionamenti. Vincoli davvero difficili.

Cosa
Ci si concentra sulla ridefinizione della qualità, questo per consentire e delimitare come fare a mantenere alta la qualità pur avendo meno risorse. Questo inverno si è partiti con un tavolo di discussione per creare con l'università una carta della qualità. L'assessore sta anche costruendo una rete di rapporti con i maggiori comuni e Anci per cercare disciogliere i vincoli che rendono la vita e la spesa all'amministrazione impossibile.

I genitori
I temi portati dai genitori sono stati davvero molti: alcune domande, molte  considerazioni di criticità e alcune note di soddisfazione. I nidi riuniti in precedenti assemblee hanno portato pochi temi ben focalizzati e condivisi.

Criticità rivelate
Sezioni lattanti chiuse, cinque quest'anno, la sezione più delicata, più sensibile e importante per certi aspetti. La riformulazione degli orari e il mutato rapporto numerico, hanno creato difficoltà soprattutto nell'ultima parte della giornata dalle 16,30 in poi, quando il rapporto numerico non è più definito. E' stato riaffrontato l'annoso tema della ristrutturazione dei nidi (con oggi la sezione lattanti chiusa). Altre questioni sono state affrontate da altri nidi. Su tutte si è alzata la voce di una mamma con bimbo al nido aziendale (agenzia delle entrate) in convenzione: l'isola dei tesori. In questo nido c'è un rapporto numerico non corretto e nonostante le lamentela dei genitori sia alla pedagogista che in regione, fino ad ora non ci sono state risposte soddisfacenti. Approfondiremo quanto prima.

La proposta
I genitori hanno proposto un documento che apporta delle modifiche al regolamento vigente e che regola la vita dentro al nido. L'idea è creare una sovrastruttura chiamata segreteria dei presidenti in cui genitori e dei nidi e delle scuola dell'infanzia abbia appuntamenti fissi almeno tre in un anno, questo per una partecipazione regolata e riconosciuta. La proposta nasce non perché ad oggi non esista  un regolamento che preveda la partecipazione dei genitori, ma perché nei fatti questo regolamento non è efficace.

Le risposte:
Alcune sono state nette. Il rapporto numerico di 1/7 e di 1/5 non verrà modificato, non ci sono risorse per farlo, l'assessore ha ricordato che in tutta la regione da un decennio il rapporto adottato è questo con buoni risultati (anche se in molte realtà c'è una differente di copertura d'orario, per intenderci chiusura alle ore 16,30 con una diversa sovrapposizione di presenze). Per allargare l'offerta si provvederà alla soluzione del project financing per aprire nuove strutture e allargare l'offerta. "Ogni giorno si aggiunge una norma peggiorativa che non ci consente di capire come si potrà evolvere la situazione". Spiega l'assessore che assicura che prima della fine dell'anno ci sarà nuovo incontro con i presidenti dei nidi e continua affermando che "Il modello va ripensato secondo lo scenario che abbiamo.Non possiamo rimanere ancorati al passato. Il diritto al nido deve essere di tutti e dobbiamo pensare come offrire più risposte per accogliere". Per le sezioni lattanti chiuse e i nidi che necessitano di  strutturazione a rispondere Miriam Pepe responsabile scuola "Per l'anno a venire non ci sarà nessuna chiusura. Gli stabili sono sicuri e seppure abbisognano di interventi non sono urgenti". 

E l'idea di una fondazione?
In fine una domanda a proposito di un'idea posta in luce dal vicino comune di Modena dove si sta elaborando tramite l'assessore Adriana Querzè, una cosa mai sperimentata: una fondazione. L'idea è di creare una fondazione per amministrare i servizi educativi e traghettare questi ultimi fuori dal patto di stabilità e dal groviglio normativo. La fondazione può assumere personale con un contratto ancora da valutare ma con un salario e una tutela affine a quello dei dipendenti comunale. La fondazione nascerebbe con un capitale versato dal comune, e  partecipazione sostanzialmente pubblica con la partecipazione anche dei genitori. Sarebbe una strada fino ad ora mai praticata e per questo rischiosa. La giunta bolognese sta valutando anche questa possibilità.    


  
 

1 commento:

  1. Post interessantissimo. I vincoli di bilancio attuali rendono impossibile qualsiasi politica. Non capisco la strada della Fondazione: se non ci sono soldi pubblici, come migliorerebbe la situazione?

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