sabato 17 marzo 2012

Statale o comunale?

moare














In questi giorni a Bologna si discute di scuole dell'infanzia. La richiesta partita dall'Amministrazione comunale e rivolta allo Stato è che quest'ultimo si prenda in gestione alcune scuole. Non è la prima volta che accade. Vale la pena
soffermarci sulle differenze tra le due, per capire di cosa si tratta. Come spesso accade non è un tema semplice e per meglio capire è bene tornare un po' indietro. La scuola dell'infanzia statale nasce nel '68 con una legge la 444, ma l'asilo (come si chiamava una volta) c'è da molto più tempo ed era gestione comunale quando non era gestito da altri. Per questo oggi le due gestioni convivono in modo a volte confuso, ambiguo tra chi paga, chi gestisce, chi legifera.
A Bologna
La città ha una storia particolare e come spesso accede d'eccellenza. Le prime scuole sono a gestione comunale e nascono agli inizi del '900 per volere del Sindaco Zanardi affiancato dal grande lavoro dell'assessore Longhena. Zanardi fu eletto, ed allora come oggi, si ricorda per lo slogan di: pane e alfabeto. Fu grandissimo l'investimento sulla scuola in generale e ancor più grande lo sforzo di offrire i primi asili e le mense. In città fino agli anni '70 si incontravano intellettuali e pensatori di spicco in campo educativo. Non è un caso che le scuole materne e i nidi nascono qui.

Adesso
Oggi le scuole dell'infanzia  si dividono in due macro aeree: ci sono le scuole statali e quelle paritarie, gestite o dal comune o da privati. Tutte le scuole, paritarie e statali devono rispondere a certi criteri. Fino a qualche anno fa le differenze creavano uno stacco qualitativo anche notevole favore della gestione comunale. Oggi le differenze si sono assottigliate, almeno nella nostra città. La situazione in numeri è questa: 70 gestite dal comune, 25 dallo stato e 30 private.
Giorni e Orari
I giorni di apertura sono divisi in modo differente pur seguendo un calendario regionale. La chiusura è fissata al 30 giugno per le comunali e metà mese per le statali. Gli orari: le statali chiudono spesso alle 16,30 a volte alle 17, per le comunali l'orario è fissato alle 17,30. Dal 2004 a Bologna tutte le scuole, statali e paritarie, si avvalgono di un coordinamento pedagogico. Le condizioni cercano di porre equivalenze tra le due secondo anche secondo la L62/2000.

Il personale
Tralasciando le scuole private i contratti tra maestre comunali e statale non ci sono grandi differenze, ne' in stipendio, ne' in monte ore. Certo è che le maestre delle scuole statali sono inserite in un sistema più ampio, hanno quindi maggiori possibilità di carriera, possono spostarsi anche alle elementari e fanno parte di un gruppo di lavoro in continuo dialogo con i colleghi degli ordini superiori.     

Lo scenario nazionale
Bologna, Milano, Pistoia e Trieste sono le solo città ad avere oltre al 60% di scuole a gestione comunale. Sul territorio nazionale le tendenze sono distribuite in modo diverso. Per semplificare diciamo che da Roma in giù, le scuole dell'infanzia sono in grandissima maggioranza a gestione statale. Nel complesso l'Italia risponde alla richiesta in materia posti scuole dell'infanzia con un 95% d'offerta, un numero molto buono anche rispetto agli standar Europei. Con un costante aumento di nascite e di tagli/vincoli le scuole sono destinate ad avere vita sempre più dura e se non sarà lo Stato a rispondere con mutamenti in fatto di normative, o di gestione, lo scenario che si sta configurando è quello verso una privatizzazione, come sta già accadendo in molte realtà: Modena, Reggio Emilia, Ferrara...tanto per rimanere in regione.

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