venerdì 9 marzo 2012

Statalizzare le scuole dell'infanzia















Nella tardo pomeriggio di ieri durante una commissione congiunta di quartieri Porto e Saragozza è intervenuta l'assessore alla scuola Pillati. Si tratta di un
appuntamento ripetuto per divulgare due questioni che riguardano i servizi educativi. Il primo tema è la revisione del sistema di tariffazione del sistema isee il secondo punto la proposta di statalizzazione di alcune scuole dell'infanzia. Revisioni: il tentativo è quello di rendere meglio fotografabile la situazione economica dei piccoli che frequentano i servizi. L'idea è che si sommino i redditi dei genitori anche quando non conviventi, perché entrambi, mamma e papà, hanno il dovere di tutelare e partecipare al sostentamento del figlio. Oggi sono oltre 1000 i bimbi frequentanti che vivono con un solo genitore. Sono un grande numero da indagare per controlli puntuali. Tutti conosciamo almeno una coppia che dichiara due residenze, pur vivendo insieme, per pagare meno e accedere al servizio, così come conosciamo un altro trucco, o meglio un'altra "furbata", quella di spostare verso fine mese il capitale dal conto corrente sapendo che i controlli si effettuano in quelle date. Anche su questo versante si è pensato di aggiungere nuove domande che possono in modo incrociato far emergere questo genere di azioni. Detto questo il secondo tema ben più ampio è stato toccato in modo veloce. La nostra città ad oggi ha 70 scuole a gestione comunale, 25 a gestione statale e 30 private paritarie. C'è un forte sbilancio di spesa e gestione dell'Amministrazione pubblica. Un'Amministrazione che tra vincoli di spesa e di vincoli di gestione del personale si trova in una situazione insostenibile. La proposta è dare in gestione statale 16 scuole e 41 sezioni. La statalizzazione è una proposta per molti dei presenti in sala, forse la maggior parte, poco rassicurante. Che differenze effettive ci siano tra le due scuole approfondiremo presto il tema, ma fin da subito si può affermare che non sono così profonde.  L'assessore ha ribadito l'impegno e la volontà di portare avanti il servizio 0-6, "Un servizio che ci sta particolarmente a cuore e che oggi è eccellente ma se si continua a tagliare e sforbiciate, per contenere i costi e per i troppi vincoli, cosa rimane?  Se la proposta passasse, le scuole rimarrebbero comunque anche sotto il controllo dall'amministrazione, da anni stiamo lavorando insieme scuole statali e comunali per rendere una qualità interscambiabile". Altre azioni sono state intraprese per portare all'attenzione del governo il problema nidi e scuole dell'infanzia. Una lettera a firma congiunta da alcuni assessori è stata presentata di recente al Ministro Profumo. La risposta è stata di assenso ma nulla è stato aggiunto in una prospettiva di inversione di tendenza. "Se qualcuno mi spiega -continua la Pillati- come possiamo fare a non accendere nuovi contratti a tempo determinato o indeterminato, a non sostituire in corso d'anno le malattie perché di questo si tratta, tra patto di stabilità a altri vincoli normativi, lo prego di venire a spiegarlo" Il servizio sempre in bilico e nonostante sia stata accolta al richiesta per quest'anno, di poter sostituire il personale assente, si tratta, senza una prospettiva di modifica, della vittoria di Pirro. In tutto questo scenario la partecipazione dei cittadini a sostegno di queste iniziative politiche secondo l'assessore, non possono fare la differenza e dichiara "Ho smesso di frequentare le piazze da tempo. Ho degli strumenti politici e mi muovo con quelli. Negli anni sono state tante le iniziative di genitori e insegnanti per muoversi contro l'impoverimento della scuola. Sono servite a non sentirsi soli, e questo è utile per i cittadini, ma non credo possano fare la differenza. C'è bisogno di alleanze in parlamento e in governo, si tratta di politica."

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