mercoledì 17 ottobre 2012

La strada più sicura? La convenzione.

Un documento del comune corre online senza controllo...e di nuovo si tratta di uno scritto arrivato per vie traverse in mail a moltissimi in città. All'attenzione si impone  la mancata sicurezza a cui è assoggettato palazzo D'Accursio. Ma più interessante è sapere cosa si scrive nel documento.
In sé nulla di sostanzialmente nuovo. Si analizza la situazione difficilissima in cui si trovano servizi e scuole dell'infanzia a gestione comunale, descrive l'attuale situazione, quindi la normativa che pone limiti di spesa e assunzione, e analizza gli scenari a cui saremo di fronte non a breve, ma a brevissimo. Intanto la V circolare ministeriale del 14-02-2012 in fatto di spese riconducibili a quella pubblica, non permette incertezze e cita: fondazioni di qualunque natura, istituzioni, aziende speciali e via discorrendo. Le norme che si sommano sono davvero molte e ogni via d'uscita sembra fugata. L'intento di mantenere il pubblico, anche solo nella direzione di regia, sembra impossibile e questa è una scelta politica. A questa scelta, presa in seno al governo, la strada più sicura che ipotizzata il comune è l'appalto. Quindi la gestione di privati sotto il controllo del pubblico come già avviene da anni nei nidi e (questa è novità) strada ipotizzata anche per le scuole dell'infanzia. Qui però vorrei fare delle riflessione. Primo: la promessa sostenuta dal nostro sindaco di mantenere ciò che è pubblico, pubblico, è infranta. Ed è infranta fin dalla chiusura del nido Rizzoli, e dalle sei sezioni lattanti.
Altra riflessione: in Emilia Romagna la maggior parte dei servizi in appalto è fornita da cooperative, cooperative duramente colpite dall'ultimo disegno di legge presentato ieri e che renderà a molte cooperative la vita davvero difficile. E in questo grande magma di difficoltà forse l'unica via sicura è la chiusura, mentre l'ipotesi più accreditata è banale e triste: il consorzio di cooperative karabak (Manutencoop, Cipea, Camst, Cadiai e Dolce), che gestisce tutti i nuovi strutture nidi, aperti dal 2004 in poi, riuscirà a passare la crisi. E tra un pubblico in gravi difficoltà e piccole imprese in agonia, di nuovo si apre la strada al vecchio progetto Cancellieri. Chiudo tutte le considerazioni con una domanda: come mai mentre la Corte dei Conti da una tiratina d'orecchi per i bilanci trascurati del comune del periodo Cancellieri, lei è riuscita a far tanta carriera da essere nostro attuale ministro degli interni?

2 commenti:

  1. Buongiorno,

    quale era il vecchio progetto Cancellieri a cui si fa riferimento?

    Anche nella nostra città inizia ad esserci "fermento" sulla riorganizzazione dei nidi, seguo il vostro blog con interesse

    Fabio Carmonini
    Genitore Sc.Inf.Campanella
    Imola

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    1. Il piano Cancellieri metteva alcuni nidi, sono stati dati tanti numeri da otto a cinque, in concessione per questioni economiche. I nidi dovevano essere ristrutturati e le spese sarebbero andate ai privati, che li avrebbero poi gestiti per 40 anni. Nelle verifiche dei fatti non risultavano necessari sempre queste ristrutturazioni. Il comitato dei genitori ha strappato a tre giorni dalle elezioni la promessa al sindaco di mantenere tutto pubblico te a gestione diretta.

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