venerdì 23 novembre 2012

Seribo incontra l'Osservatorio delle mensa











Un'aula davvero gremita quella di ieri a Palazzo D'Accursio. Si sono presentati in tanti per conoscere i quesiti che l'Osservatorio delle mense ha formulato e le risposte che Seribo, l'azienda che gestisce i pasti nelle scuole bolognesi, avrebbe fornito.
L'udienza era al secondo appuntamento e le domande sono state tante e incalzanti.

Questioni di contratto 

C'è un contratto in scadenza attivato nel 2003 e alcune clausole non sono state soddisfatte. Ad ssempio: si era garantita la realizzazione di due nuovi centri pasto entro il 2012. Ad oggi non sono stati realizzati o progettati. Sempre il contratto prevedeva che Seribo dovesse trovare un modo per segnare le presenze dei bambini per consentire il pagamento Il pagamento della retta a seconda  del consumo effettivo. L'azienda ha risposto fornendo ad ogni scuola un fax per poter segnalare le presenze. Questo sistema si è rivelato poco efficiente e il risultato è che ad oggi la retta si paga a forfait. Altro problema avvertito dall'Osservatorio è che non esiste un piano industriale che consenta di affacciarsi al futuro. E la domanda è: cosa succederà scaduto il contratto?  Ma forse questa non è una vera domanda. Il contratto, seppure in scadenza,  ha validità, insieme alla stessa azienda Seribo, di trent'anni, con un possibile e auspicabile rinnovo di dieci anni in dieci anni. E quindi quando saranno presentati i piani industriali? Quando verranno costruite le nuove cucine? E la retta a consumo?

Costi e qualità 
L'uso dei cibi biologici che la legge regionale indica in una percentuale al 70% ad oggi si aggira appena sopra al 18%. La qualità alimentare è garantita da molti controlli interni e non, tra le quali l'Asl, del comune e altri si effettuano con costanza e garantiscono sicurezza, sottolinea Il presidente di Seribo Xilo. Però un dato lanciato ieri dall'Osservatorio fa riflettere. In quattro anni, sostengono i genitori, i costi per la materia prima per le pappe si è abbassata di oltre un milione nel bilancio della spesa aziendale. Ad un abbassamento dei costi in modo c'è stato un incremento di fatturato. In sostanza l'azienda sta bene, guadagna, e fa piacere a tutti, ma le spese per la materia prima diminuisce.
La partecipazione
L'osservatorio ha ribadito la volontà di essere riconosciuto come organo di secondo livello e sedere, anche con i genitori dei comitati di gestione, ai tavoli di monitoraggio e verifica. Oggi siedono Asl, regione, provincia, comune e altri soggetti. La voce dei cittadini manca e questo è un impoverimento nella discussione. Ieri infatti questa incontro acceso, ma sempre pacato, è stato sfidante per tutti i soggetti. Un confronto serrato dove i punti in ombra sono stati messi in luce con competenza, dall'osservatorio per tutta la cittadinanza e le risposte sono arrivate anche se con molte aperture ad un futuro incerto, incerto anche per la normativa nazionale che dal 2003 ad oggi ha cambiato moltissime cose.
Seribo
Ha dato risposte nella voce del nuovo presidente Xilo che si è dichiarato disponibile ad un'intervista in questo stesso luogo e che presto pubblicheremo. La sua volontà rendere il servizio più trasparente e accessibile possibile. Sarà rifatto il sito a cui sarà possibile far presente tramite mail o telefonate, un canale di comunicazione e scambi. I costi sono molto complessi da valutare, ha aggiunto Xilo, per capire i costi dei singoli pasti si devono far rientrare tante voci. L'uso del biologico è in aumento nel 2003 si attestava al solo 7%.
L'assessore Pillati
L'assessore si è mossa su altre argomentazioni, quelle che competono il suo ruolo. C'è da ridefinire anche in modo giuridico il tutto ed è una materia che è in studio da tecnici ed esperti del settore legale. L'assessorato alla scuola può provvedere al contenuto che verrà messo nel contratto, contratto che va ridefinito anche alla luce dei limiti che i fatti del passato hanno portato in luce. Sarà quindi un bene guardare al passato per progettare un futuro diverso e migliore.        
         

2 commenti:

  1. Anche a Imola funziona come a Bologna, e molti genitori sono insoddisfatti.

    Esistono molte realtà in cui il pagamento del pasto è giornaliero; se un bimbo manca 1 giorno, paga 1 pasto in meno

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  2. La quota biologico è quindi cresciuta di 11 punti percentuali in 9 anni?

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