mercoledì 28 novembre 2012

Ugo Mattei e i beni pubblici










Ugo Mattei fa tante cose. La sua attività è incessante. Alterna la cattedra di diritto internazionale all'Università di San Francisco, alla cattedra di diritto civile a Torino
e coordina l'Internationale University College. Ha scritto molto ed è molto impegnato in tante attività sociali. Il suo tema d'eccellenza sono i Beni comuni, tema argomentato nel libro, dal medesimo titolo e pubblicato da Laterza. E' stato uno dei principali promotori del referendum acqua bene comune. Il suo è uno sguardo profondo e diretto verso la società e la sua organizzazione. L'abbiamo incontrato per la sua attività, condivisa con altri giuristi, rispetto ad una proposta alternativa all'esternalizzazione dei servizi educativi di Torino. Esternalizzazione poi avvenuta in modo davvero traumatico.

Torino ha esternalizzare in tempi rapidissimi molti nidi d'infanzia, unica strada percorribile secondo la giunta, strada che ha trovato resistenza da parte dei cittadini (lavoratori, genitori...) Lei ha lavorato per redigere una possibile forma gestionale alternativa. Ci racconta?

Ho studiato con altri avvocati, un progetto di gestione alternativo, tramite un ex-ipab. A livello giuridico la strada era praticabile. Ciò nonostante la proposta non ha accolto il favore della giunta che ha proseguito verso l'esternalizzazione tramite cooperative.

Ma secondo recenti normative,  in più parti si ribadisce, che sotto i vincoli di assunzione e limiti di spesa, otre agli enti pubblici devono sottostare anche forme gestionali diverse quali: Aziende speciali, fondazioni partecipative, istituzioni ecc ...quindi?

Quindi, non si può ragionare secondo i limiti non ancora posti. Le leggi in materia vanno tutte in una direzione: favorire la privatizzazione. La politica ha e sta appoggiando queste logiche per convenienze proprie. Una campagna di propaganda contro il pubblico è molto semplice da realizzare, è stata fatta con particolare rigore. Sono uno dei referendari per l'acqua come bene comune. L'esternalizzazione è una  storia si perpetua in molti contesti e verso molti servizi alla persona, servizi considerati fino ad ora per tutti e a disposizione di tutti. I servizi educativi dovrebbero essere svincolate delle logiche del profitto, dalla domanda, dell'offerta e dal mercato. Gestirli tramite ipab poteva essere una risposta alternativa anche per cogliere l'opportunità di ribadire che i nidi sono un bene comune. Ora è praticamente impossibile tornare indietro.

Come impossibile?

Certo, se la giurisprudenza tutela in modo sistematico la privatizzazione e la facilità in molti modi ma è praticamente impossibile  il passaggio inverso. Dal privato al pubblico non si torna. Ne abbiamo la visione diretta sul caso di Napoli. Stiamo cercando in accordo con la politica, di far tornare in seno al  pubblico la gestione dell'acqua. Posso garantire che le difficoltà sono tantissime.

Quindi l'esternalizzazione dei servizi anche contrastato della politica non è arrestabile?

Non ho detto questo. La politica può fare molto, intanto perché è la stessa politica a legiferare. Il processo a cui stiamo assistendo denuncia una non volontà politica a mantenere i servizi a gestione diretta. Non capisco per quale motivo agisca in questa direzione ma il risultato è questo. Il comitato 0-6 infanzia bene  comune di Torino ha prodotto anche altri documenti ad esempio, rispetto ai costi di gestione. Si è dimostrato che i costi a lungo termine, sono superiori nella gestione indiretta. Pur avendo individuato strade alternative possibili e con costi inferiori si è preferito appaltare i nidi in gestione alle cooperative. Chiediamoci i perché?

Nonostante tutto la volontà cittadina non si è imposta. Perché?

Non è un bel esempio questo di Torino. L'attività di contrasto partita dal basso, ha lavorato bene, è arrivata ad un passo dal successo, ma quando si è trattato di arrivare all'occupazione, ipotesi ventilata, dei nidi i lavoratori hanno fatto un passo indietro, avendo paura di perdere il posto. Capisco benissimo la difficoltà e la paura, ma così abbiamo perso, gli asili sono stati esternalizzati e i lavoratori hanno contratti e modalità lavorative peggiori. Spero che a Bolgona possa andare meglio:

Si rende disponibile ad un confronto e alleanza con gli avvocati del comitato dei genitori di Bologna per ipotizzare strade alternative?        
Certo. Sono disponibile così come lo sono stato per Torino.

     

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