martedì 12 febbraio 2013

Piatti lavabili? Un progetto facoltativo

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Marco Piazza è consigliere al comune per il Movimento 5 stelle. E' iscritto alla commissione scuola e si interessa ai problemi della scuola e dei servizi educativi fin
dall'inizio del suo mandato. In ottobre il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità una sua delibera sull'uso dei piatti  lavabili, nella scuola d'infanzia e primarie. 
Ci parla della delibera? Da che esigenze nasce? 
Il progetto è nato da un'osservazione delle pratiche. Dei 16.000 pasti quotidianamente consumati nelle scuole bolognesi, circa 10.000 sono serviti in piatti di plastica usa e getta. Questo crea una notevole mole di rifiuti che vengono conferiti all’inceneritore (la plastica non è riciclabile se sporca di cibo) con conseguente impatto ambientale.Inoltre le plastiche usate non danno a mio avviso sufficienti garanzie quando interagiscono con cibi caldi e soprattutto considerando che abbiamo a che fare con bambini. Emblematico è il caso di una sostanza (gli ftalati) presente da sempre nelle plastiche alimentari fino al 2011 e poi proibita. Da queste due considerazioni ho pensato fosse il caso di guardare al passato, e tornare ai piatti portati da casa forniti ai bambini dai genitori. Potrebbero essere piatti in plastica dura di buona qualità (non certo come quelli comprati in grandi quantità al massimo ribasso) oppure in materiale compostabile ecocompatibile (cosa che eviterebbe anche il lavaggio). E' una semplice pratica che può fare molto. 
I piatti così rimangono sporchi fino all'uscita dei bambini. Questo non comporta delle difficoltà igieniche? 
Quando ho pensato a questa proposta mi sono consultato con i tecnici del Comune di Bologna i quali hanno concordato con Asl una procedura pratica ottenendo parere positivo ma ad oggi non esiste un documento ufficiale dell'ASL. Non ho motivo di credere che la cosa non sia vera. Comunque il Comune potrebbe anche procurarsi un documento ufficiale dall'ASL 
Nel quartiere Porto durante un'assemblea della commissione scuola, i responsabili scuola, hanno proposto l'uso dei piatti a rendere. I genitori hanno chiesto di poter avere un progetto per valutare la questione e un incontro congiunto con dei rappresentanti di Seribo (l'azienda che fornisce i pasti nelle scuole). La richiesta non è stata accolta e dopo due incontri, i genitori si è mossi anche sull'assessore e sui dirigenti scolastici e Seribo. Un commento.   
I genitori hanno il diritto e il dovere di essere informati per di poter condividere un progetto. Le risposte sono dovute. La delibera che ho presentato prevede un coinvolgimento e un consenso dei genitori che sono centrali e determinanti per la riuscita del progetto. Ogni classe fa storia a se’. Se i genitori sono d’accordo possono abbandonare i piatti di plastica e fornire ai loro figlio più salutari (per loro e per l’ambiente) piatti a rendere. Saranno comunque disponibili un certo numero di piatti usa e getta per quei bambini che non hanno con se’ le stoviglie. Com'è ovvio una pratica del genere chiede ai genitori un lavoro supplementare che non si può imporre ma condividere. Sempre nella delibera si chiede un reinvestimento del risparmio che  si avrebbe dall'eliminazione dei piatti di plastica, sulla materia prima, il cibo e sul maggior uso dei cibi  biologici. Ad oggi Bologna fa un uso di biologico piuttosto basso e notevolmente inferiore ad altri comuni limitrofi. A spanne possiamo ipotizzare che ci sia un possibile risparmio fino a 20mila euro al mese. 
Perché a spanne, non è possibile fare dei conti corretti? 
Come è probabile non tutti aderiranno al progetto. La società che fornisce i pasti alle scuole dovrà continuare ad acquistare piatti di plastica ma in quantità minore. Di conseguenza è ragionevole aspettarsi che i costi unitari aumenteranno. Ora però è importante che il più alto numero di genitori e quindi di scuole aderiscano al progetto. In consiglio comunale terremo sotto controllo i costi ed i risparmi che verranno generati e vigileremo perché questi vengano usati a beneficio dei cittadini e dei bambini. 
In Proposito, il comitato cittadino dei genitori 0-6 sta facendo un censimento. I  risultati sono vari e fantasiosi...piatti a rendere, piatti usa e getta, lavastoviglie.. A volte le stoviglie sono tutte fornite dai genitori, altre solo forniscono solo posate o bicchieri...come mai questa varietà? E ancora non sarebbe più corretto stoviglie uguali per tutti, per non creare spiacevoli confronti tra i bambini fin dal piatto?

I pasti per le scuole di Bologna sono preparati in 3 centri pasti. Tutti e 3 erano obsoleti ed avevano assoluto bisogno di essere ristrutturati già nel 2005 per poter assicurare un livello di qualità accettabile. Purtroppo solo uno dei 3 centri è stato rinnovato, il centro "Fossolo", che è ora all’avanguardia. Il commissariamento della città in seguito alle dimissioni del sindaco Del Bono ha congelato l’avanzamento del progetto che ora sta ripartendo. Solo le scuole servite dal nuovo centro "Fossolo" sono dotate di stoviglie lavabili grazie anche al nuovo sistema di consegna e scodellamento che il nuovo centro pasti ha reso possibile. Questo ha generato notevoli differenze tra la qualità dei pasti e anche il modo in cui vengono serviti e consumati nelle scuole. Auspicabilmente in meno di 5 anni anche gli altri centri pasti dovrebbero essere rinnovati e i piatti usa e getta diventeranno un brutto ricordo del passato.




1 commento:

  1. Ciao mi permetto di provare a fare un conto più approfondito.
    Si parla di un risparmio di 20000 euro al mese e di 16000 pasti al giorno,
    che significa che per ogni bimbo avremmo ben 1,25 euro AL MESE in più da spendere in cibo biologico...
    non è micca tanto...ci stanno 2 mele!

    Se fosse un risparmio di 20000 euro al mese per 10000 pasti al giorno
    per ogni bimbo avremmo ben 2 euro AL MESE in più da spendere in cibo biologico...

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