lunedì 4 marzo 2013

Politiche all'infanzia 0-6: che impegno!


alvimann











Due tavoli costruiti a distanza dai comitati dei genitori di Bologna e di Torino. Tema di discussione: i servizi e le scuole d'infanzia, con la domanda di fondo: cosa si pensa di fare per mantenerli operativi e in salute? A rispondere sono stati i candidati alla elezioni dei vari partiti.

Questo è il primo tavolo, quello delle promesse elettorali a cui ne seguirà uno, ben più ampio post elettorale sempre dedicato al tema infanzia 0-6 quando incontreremo nuovamente i politici, questa volta insediati per fare il punto della situazione. 
E dopo la premessa una considerazione: queste elezioni ci mettono in difficoltà. Non è facile capire cosa succederà, se il governo riuscirà a guidare il paese in una tale spaccatura o se torneremo alle urne. Ma per i genitori e la associazioni i lavori non si possono fermare si andrà avanti in concertazione e alleanze per arrivare alla definizione di un percorso condiviso da presentare, se non al governo, alla cittadinanza e ai professionisti che si occupano del settore.
Una sorta di attività partecipata per sollevare i numerosi problemi che nidi e scuole stanno attraversando e che possano dare le basi per un pensiero anche politico. Ma ora arriviamo alla descrizioni delle promesse. Un punto in comune di tutte le proposte avanzate e' stata la poca fantasia e la poca creativita' con cui si pensa di affrontare il tema e risolvere problemi oggi presenti. Le domande sono state differenti a seconda della città, difficile quindi tracciare un ritratto ma non impossibile. I tre partiti presenti in entrambe le città che hanno vinto si sono espressi così: il Pd ha rispolverato la sua proposta sullo 0-6 ampia e articolata che verrà rivista. La proposta è datata 2008 e lo scenario è mutato da allora. Francesca Puglisi ha sostenuto che il sistema integrato pubblico privato deve andare avanti mentre a Torino l'assessore all'istruzione della provincia Umberto D'Ottavio, ha sottolineato la necessità di svincolare i comuni dai vincoli del patto di stabilità. Per il movimento 5 stelle ci sono state differenze in proposte e se Elisa Bulgarelli a Bologna ha risposto in modo poco definito, il candidato di Torino Daniela Albano si è detta pronta all'ascolto rispetto ad eventuali proposte fatte da genitori e cittadini competenti sul tema. Il Pdl sia a Bologna che a Torino si è mosso in strategia più compatta difendendo, come Pd, il sistema integrato come la strategia vincente per scavalcare le difficoltà odierne. Sempre a Torino si è discusso su un tema interessante e condivisibile rispetto alle scuole dell'infanzia paritarie: come mai l'ente gestore, quindi il comune, pensa di poter sistemare gli iscritti fuori lista alle scuole paritarie private che non hanno gli stessi costi di retta? Bologna forse troppa concentrata sul referendum proposto dall'articolo 33 il tema è passata in secondo piano. Mentre questo punto potrebbe e dovrebbe essere indagato con cura.  Per il resto dei partiti ricordiamo alcune ipotesi di lavoro che potrebbero indicare delle strade. Sel propone di confrontarsi con la normativa europea che ha trattato i vincoli di spesa non sono stati applicati in modo così rigido come fatto in Italia. Giovanni Favia presente per rivoluzione civile ha prospettato l'ipotesi di una consulta per discutere in modo condiviso il tema. 

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