giovedì 18 aprile 2013

Cari bambini il nido paciugo chiude

Cari bambini, genitori e lavoratori del Nido Paciugo, dal prossimo mese di settembre il nido non esisterà più. Al suo posto ci sarà una scuola dell’infanzia.

Ecco quanto abbiamo appreso, del tutto fortuitamente, la prima settimana di aprile. Da questa prima notizia si sono susseguite imbarazzate smentite e conferme finché il dirigente comunale Bastia, messo alle strette, ha ammesso la decisione, assunta per dare un posto a 50 dei 72 bambini in lista d’attesa nel quartiere Savena.
Il Comune pagherà la concessione alla cooperativa Dolce che gestisce il nido e che continuerà a pagare l’affitto dell’immobile in cui il nido ha sede. Logiche imperscrutabili.
I genitori dei bambini che a settembre avrebbero iniziato il secondo anno di frequenza del nido potranno optare tra un trasferimento collettivo presso il nido Giovannino o, in alternativa, l’individuazione di altra struttura.
Nessuna delle lavoratrici che attualmente operano nel nido lavorerà presso la nascitura scuola dell'infanzia. Di loro, della loro sede di lavoro, si occuperà la cooperativa Dolce.
Non si è tenuto, nè si terrà, alcun incontro pubblico tra il Comune e la cittadinanza o, almeno, i genitori che hanno subìto il provvedimento. Bastia responsabile dei servizi al quartiere Savena, sta incontrando singolarmente le famiglie interessate.
L’intera operazione si è quindi svolta senza alcuna preventiva consultazione dei soggetti coinvolti nè adeguata informazione in tempi e modi congrui. In barba alla continuità educativa, al rispetto dei genitori e dei lavoratori. E non scomodiamo nemmeno i diritti costituzionali. C'è già un referendum che ne parla, spina nel fianco del nostro Sindaco e del suo entourage.
Alla luce di quanto accaduto il Percorso partecipato 0-6 appare per quel che è: un’operazione di facciata e di demagogia spicciola dell’amministrazione comunale. Un’amministrazione priva di un programma di politiche educative o, che è poi lo stesso, che attua una politica miope, di carattere meramente emergenziale e del tutto priva di capacità progettuale. Anzichè allungare una coperta troppo corta, il Comune la tira un po’ di qua e un po’ di là, aumentando e diminuendo i posti alla scuola dell’infanzia o al nido. A seconda del messaggio politico che occorre trasmettere nel momento contingente. Operazioni analoghe, ha comunicato Bastia, si stanno svolgendo in almeno altri 2 quartieri che hanno lunghe liste d'attesa. Per ora è questa l'emergenza. Si fa così e basta. Bambini, genitori e lavoratori ringraziano.

Elisabetta Maria Falgares (presidente Nido Paciugo)

2 commenti:

  1. Non è sorprendente che l'amministrazioni aggiusti il numero di posti tra nido e materna in base alle richieste d'iscrizione.
    Scrivo da Imola e nel plesso Campanella è successo esattamente questo: chiusura di una sezione di nido (con spostamento dei bimbi nelle altre 3 sezioni di nido rimanenti) e conversione in sezione di materna, perché c'erano molte richieste di materna e poche di nido.

    Si veda il commento di Daniele Chitti a questa pagina
    http://www.sabatosera.it/ciucci-ribelli/index.php/graduatoria-degli-ammessi-alle-scuole-materne-di-imola/

    E' chiaro che ci sono un po' di malumori, in questo modo però 25 bambini della materna potranno entrare invece che rimanere a casa.

    Ovviamente il tutto deve essere il più possibile condiviso con tutte le parti in causa, e a Bologna mi pare di capire che non sia stato fatto.

    Fabio Carmonini

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  2. solidarietà piena al nido Paciugo. Un nido che chiude è un servizio essenziale che viene meno, è un bambino in più che non avrà le stesse opportunità dei coetanei, è una mamma in più che l'anno prossimo non potrà rientrare al lavoro, è una città che non è capace di investire sul futuro. Bologna, cosa ti sta succedendo????

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