martedì 14 maggio 2013

Cosa succede nei nostri nidi?

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"Cos'è il nido dell'infanzia? È un luogo educativo che offre ai più piccoli opportunità ed ambiente di qualità, contribuendo ad aumentare la civiltà di una nazione. La sua gestione è delicata perché il bambino è piccolo: il personale
deve svolgere molte funzioni, dall'accudimento a una progettazione pedagogica che garantisca esperienze di gioco, apprendimento ed autonomia. Il personale deve essere qualificato, motivato ed appassionato... In un'indagine del gruppo Nazionale Nidi e Infanzia si legge: il personale impiegato in un servizio educativo è insieme il suo maggior costo, ma anche il principale elemento su cui si fonda la sua qualità; cercare risparmi sui costi del personale induce insanabilità organizzativa e tendenza al turn over, che sono due elementi che insidiano la qualità" da "Un pediatra per amico" di Marisa Laura Corgiolu . Da tempo, come conseguenza della crisi e della stipula del patto di stabilità, Regioni e Comuni hanno fatto dei tagli e riorganizzato molti servizi per contenere le spese e combattere gli sprechi.  I tagli nei servizi educativi, che mirano ad un passaggio di competenze, in tempi brevi, dal Comune alle ASP, hanno visto:
Riduzione del personale. Il rapporto numerico tra educatore e bambino, che era di 1 educatore ogni 4 bambini nei lattanti, oggi è di 1:5, mentre per le sezioni di medi e grandi è di 1:10.  Può sembrare una piccolezza, ma il ridotto numero di educatori, unito agli attuali turni, comporta meno compresenza negli orari lavorativi. Unico momento in cui si ritrovano tutte e 3 le figure professionali è quello del pasto, mentre sono soli nel resto della giornata. Questo punto va sottolineato in quanto vi sono alcune casistiche da prendere in considerazione: ad esempio durante il sonno dei piccoli c'è un solo educatore in stanza per minimo 15 bambini. Se 2 bambini si svegliano contemporaneamente, e magari ai lati opposti della stanza, l'educatore dovrà scegliere quale dei due bimbi accudire. Ne consegue il rischio che si sveglino tutti per il pianto dell'altro bimbo.
Se uno dei piccoli necessita di un cambio pannolino, l'educatore dovrà chiedere l'intervento di una collaboratrice, che si allontanerà dal suo incarico per recarsi in sezione ed accudire i piccoli fino al rientro dell'educatore.
Non si elencano qui casi più gravi di bambini con malessere o necessità, dello stesso educatore, di doversi allontanare momentaneamente dalla sezione.
Cambio dei turni lavorativi
Con la ridotta  compresenza degli educatori, in orario lavorativo, ne risentono la progettazione, le attività dedicate ai piccoli, le osservazioni ed il supporto individuale all'eventuale disagio. Servizi/attività che vengono o completamente cancellate del percorso educativo/formativo o sensibilmente ridotte.
Gli educatori di ruolo devono tassativamente lasciare il posto di lavoro alle 16.30 (non potendo così attendere i genitori, eventualmente in ritardo o che arrivino alle 16.30, per un confronto diretto), orario in cui subentra il dipendente ASP per il tempo prolungato. Quest’'ultimo non può affiancare gli educatori di ruolo a causa di una interposizione di manodopera: essendo dipendente di un'azienda di servizi alla persona (ASP), mentre gli educatori di ruolo sono dipendenti comunali.
Al cambio turno, momento di confusione in cui molti genitori arrivano a prendere i piccoli, si richiede un rapido e sbrigativo passaggio di informazioni sui bambini tra le figure professionali (tutti gli educatori delle 3 sezioni con l'educatore ASP). Nonostante le capacità di memoria dell'educatore ASP, può succedere che alcune informazioni non vengano trasmesse e comunque manca la possibilità di un dialogo diretto con chi ha potuto passare buona parte delle ore ed ha svolto attività con i piccoli.  Introduzione di un educatore ASP per il tempo prolungato
Al momento il rapporto numerico tra educatore ASP e bambini è di 1:14 (nonostante nella normativa si parli di numeri inferiori, questo è quanto avviene nella pratica). 
L'educatore ASP segue tutti i bambini del tempo prolungato (ovvero bambini provenienti dalle 3 diverse sezioni: lattanti, medi e grandi) riuniti nella stessa stanza.
Anche in questo caso, come conseguenza di uno “sbilancio” numerico, oltre alle possibili difficoltà per le diverse età dei piccoli, si evidenziano casistiche comuni come il cambio pannolino, che prevede la stessa routine affrontata dagli educatori di ruolo, o le situazioni come malessere e/o infortunio di un bambino o dello stesso educatore che comportano problemi di gestione.  Se un educatore ASP si assenta dal posto di lavoro per malattia, quest'ultimo viene sostituito da un nuovo educatore ASP, con il quale i bambini non si sono mai confrontati (difficilmente viene mandata la stessa persona).  

Alimentazione
Nel bando del Comune, per la scelta dei nidi, sono indicate come COMUNALI sia quelle strutture a sola gestione Comunale (gestione diretta) che quelle gestite da Cooperative (gestione indiretta), ma ci sono delle differenze importanti, come ad esempio l’alimentazione.
NIDI COMUNALI gestione diretta:  la cucina è esclusivamente interna sia per i lattanti che per le sezioni successive e quindi i bambini hanno sempre pasti cotti al momento. Le stoviglie/piatti/bicchieri non sono monouso e vengono lavati con la lavastoviglie nella cucina, all’interno della struttura.
NIDI gestione indiretta: la cucina è interna solo per la sezione lattanti. Essendo un costo, molti nidi o non hanno mai avuto questa sezione o l'hanno tolta (purtroppo eliminazione avvenuta anche in alcune strutture a gestione diretta). Ne conseguono: meno posti ogni anno per i bambini piccoli; difficoltà per le mamme di rientrare a lavoro; disoccupazione per  molte educatrici. 
I pasti dei bambini vengono forniti da ditte esterne, molto spesso si tratta della CAMST. Le portate devono essere servite su vassoio monoporzione in contenitori usa e getta, con relativi costi elevati per la fornitura ed un alto impatto ambientale. 
 Questo un primo accenno sulla situazione attuale. In aggiunta si porta all’attenzione la posizione lavorativa degli educatori.

Educatori comunali
a.    Riduzione di personale (come sopra citato).
b.    Modifica degli orari lavorativi che impedisce una valida compresenza sul posto di lavoro ed un'efficace gestione ed organizzazione delle attività formative.
c.    Incertezza, annualmente, sulla possibilità di avere un lavoro per l’anno successivo. Volendo l’amministrazione passare la totale gestione dei nidi alle ASP, non è ancora chiaro come verrà gestito il personale comunale: se licenziato, se spostato negli uffici o se licenziato e riassunto dall’ASP con differenti condizioni contrattuali.
d.    Richiesta, solo per il mese di luglio, di un orario pieno, come negli anni precedenti prima che venissero inseriti gli educatori ASP.
e.    Demotivazione
Al pari delle medesime rette degli anni passati, queste modifiche consentono comunque di dare un servizio ai bambini, ma sicuramente di qualità inferiore.
La precarietà contrattuale degli educatori non garantisce una continuità educativo/formativa che è uno dei fondamenti della qualità educativa (le “dade” che seguono i piccoli potrebbero non essere più le stesse l'anno successivo). Il possibile cambio di figure professionali comporta la necessità di un nuovo periodo di inserimento, come un possibile disagio da parte dei bambini.
Per quanto concerne i lavoratori, sui quali oggi si appoggia tutto il servizio, nonostante la loro professionalità e bravura nel non lasciar trasparire nulla davanti ai bambini, è sicuramente difficile restare sereni ed affrontare la progettazione a lungo termine con i piccoli.

Educatori Asp:
Sono tutti educatori professionali che hanno vinto un concorso comunale. Sono entrati a far parte delle ASP con la promessa di un contratto al pari di quello dei loro colleghi di ruolo ma ad oggi:
f.    Le condizioni contrattuali non sono al pari dei colleghi di ruolo.
g.    Chi gestisce il tempo prolungato ha un orario di lavoro ridotto e quindi non può mettere in pratica le proprie competenze didattiche, ma esegue un incarico di semplice  cura/badantato con un rapporto di 1 educatore per 14 bambini di sezioni diverse.
h. Chi non è stato assegnato ad una struttura ha incarichi brevi (una settimana o un mese) in strutture differenti. 
i. Non possono affiancare gli educatori di ruolo: sono osservatori fino alle 16:30 e poi possono iniziare a lavorare. Questo porta ad un azzeramento dell'interazione tra educatore di ruolo e dipendente ASP.
j. Il turno di lavoro ridotto non è gratificante e non permette, nelle ore pomeridiane, di dare un servizio di continuità delle attività mattutine.
 “Altrove si investe sull'infanzia per investire sul capitale umano. Lo faremo anche noi?”  da Un pediatra per amico "Allarme rosso" di Marisa Laura Corgiolu.  

Agnese Pignoloni



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