giovedì 16 maggio 2013

Nuove tariffe mensa

sideshowmom












Oltre al danno la beffa. Oggi a palazzo D'Accursio la commissione scuola ha votato la delibera per la nuova tariffaria della mensa. L'osservatorio della mensa, organo di coordinamento dei comitati e recentemente riconosciuto

dall'amministrazione, aveva proposto una riformulare della tariffazione per passare da un sistema a forfait, ad una tariffazione a consumo effettivo. Mozione approvata. Peccato che non si sia applicata  esattamente nei termini immaginati. La vecchia tariffazione prevedeva 13 scaglionamenti di isee con diverse tariffe, partendo dallo zero, per arrivare a 125 euro circa di spesa mensile; la nuova ne conta sei, contempla una quota base fissa più un costo per pasto. 
Le quote fisse sono comprese tra 5 e 25 euro al mese. Il costo del singolo pasto minimo sarà di 0,50  per un massimo di 5,10. L'assessore Pillati ha spiegato come Bologna sia l'unica realtà sul territorio della regione, fino ad ora, ad avere esenzioni totali. La cifra media mensili è di 15 euro mensili, che sono ancora tra le più basse, contro cifre tra i 50 e 55 euro, sempre di media, in alcune città in regione. Molti consiglieri dei diversi schieramenti, tra i quali, PD, Pdl, e M5S, hanno sottolineato quanto sia importante mantenere tariffe basse per le famiglie più in difficoltà. E in proposito l'assessore si è impegnata a presentare un emendamento per sostenere le famiglie più svantaggiate. "Attualmente ci sono delle ingiustizie nella tariffazione -ha continuato l'assessore- perché chi paga la quota massima, in caso di assenza, paga in più rispetto al costo dei pasti complessivo, effettivamente consumati. Questa non è una tariffazione equa."
E' certo molto complesso capire l'effettivo costo del pasto, nelle sue variabili di spese fisse e non, come più volte sottolineato nel corso dell'assemblea, ciò nonostante, il risultato attuale è un aumento per la fasce più deboli, che in questo particolare momento di difficoltà, somma difficoltà a difficoltà. L'altro tema emerso in modo forte è la partecipazione dei genitori. L'osservatorio che ha visto deformare una loro proposta ha dichiarato "Nessuno vuole prendere decisioni che spettano ai politici -racconta Cinzia Tancini, uno dei membri più attivi dell'osservatorio- ma la sostanza è che così si è sfruttato il nostro lavoro e snaturato nella sua essenza." Il bilancio traballante del comune di Bologna tutti lo conosciamo molto bene. Nessuno dei genitori, o dei consiglieri  avrebbero voluto che la nuova tariffazione, andasse a creare ulteriori difficoltà, all'Amministrazione, come qualcuno ha lasciato intendere, ciò nonostante non si capisce perché si aprono percorsi partecipati che non vengono poi ascoltati, si è chiesto il consigliere Facci, o perché siano sempre gli ultimi a doverci rimettere e infine perché Seribo l'azienda che fornisce i pasti a 51% di partecipazione comunale non si nemmeno menzionata. 

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