lunedì 17 giugno 2013

Se ci contassimo...

taliesin










Ci sono vari modi per nascondere le verità. Ci sono vari modi per camuffare i poteri e gli interessi. A volte capita che il potere mostri i muscoli in modo

eclatante. Nel nostro piccolo bolognese il commissariamento della Cancellieri ne ha dato testimonianza, c'era allora la necessità di farlo, con una situazione di grande difficoltà oggettiva, in cui la democrazia e la pluralità dei pensieri, erano messi da parte per chiudere i conti per restituire un bilancio più o meno in regola ai prossimi governanti.
In quel momento comune c'è stato spazio per un'istruttoria, un'istruttoria sul welfare. Tralasciamo ora i risultati e veniamo ad oggi. Oggi abbiamo un sindaco, una giunta e un consiglio tutti eletti in modo democratico dai cittadini e di nuovo siamo di fronte ad un'istruttoria questa volta sull'infanzia.
L'istruttoria però è stata costruita in termini democratici e con un percorso partecipato. La differenza quindi tra commissario che impone, e una giunta che crea un percorso e ascolto. Eppure la trasparenza e la realtà sono opache. E il risultato è il medesimo: l'istruttoria.
Ora le domande si concentrano sul percorso e la trasparenza: è davvero un percorso partecipato questo costruito con dati introduttivi, per spiegare la realtà dei fatti, dalla sola amministrazione? Si  sarebbero potuti portare molti altri dati, altrettanto reali che avrebbero restituito una realtà di partenza certo differente. Se partiamo da un'introduzione parziale, il risultato può essere soddisfacente? Ancora: si può parlare di trasparenza se i report degli incontri, sono stati restituiti, senza esplicitamente dirlo, dall'amministrazione? Per finire con un unica domanda: Che senso ha un percorso partecipato è se tutto è stato gestito, controllato e restituito dalla stessa amministrazione?
Con una spesa di 20 mila euro, che forse, sarebbe stata speso meglio in altro modo. Il risultato è comunque un'istruttoria che abbiamo avuto anche durante il commissariamento a costi nulli o quasi.
ecco che certe volte la libertà si nasconde, così come si nascondono i poteri che si servono delle frammentazioni e divisioni di qualcuno, per  rimanere arroccati ai poteri.
Un esempio?
L'ultima carnevalata dei lavoratori guidati da cgil che sono entrati a palazzo d'Accursio vestiti da fantasmi, chiedendo attenzione al loro posto di lavoro. Mentre fuori dallo stesso palazzo, alla stessa ora, altri lavoratori e cittadini guidati da USB, dicevano No all'asp.
Precari e non, così sono gli uni contro gli altri... il tutto mentre l'estate si avvicina e i pensieri vanno altrove.In quel mentre i poteri rimarranno in città a prendere decisioni e a fare scelte. Com'è possibile che i lavoratoti e i cittadini non capiscano che la nostra forza non è interpretata dai sindacati, non è rappresentata dai poteri politici ma che la forza che abbiamo è contarci.
Se ci contiamo capiamo che siamo troppi per essere ignorati, se ci contiamo capiamo che se diciamo No a questa falsa libertà, non sarà ASP o soluzioni privatistiche a passare...non saranno soluzioni salva buchi a continuare, non saranno i tagli sui precari e peggio ai sostegni a perpetrare nel silenzio, non saranno più le chiusure dei nidi a salvare i conti di un bilancio.
Basterebbe l'unione per farla franca. Basterebbe mettere da parte ognuno un po' del suo, per riuscire a tenere in piedi scuole e nidi di qualità, rivisti e ripensati, ma  per primo aperti!



    

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