giovedì 21 novembre 2013

Novara e la città per i bambini

nik











A Novara sta accadendo qualcosa. In poco tempo si è formato un comitato genitori che ha per nome: la città per i bambini. Il gruppo si è costituito
sull'onda di un profondo dissapore che sta portando i cittadini a procedere ad un ricorso contro il comune. La causa? Gli aumenti delle rette ai nidi, un aumento in corso d'anno... una storia già vista... un film già girato e più precisamente a Bologna nel 2011. A raccontare questa vicenda abbiamo incontrato Annamaria Di Marsilio un genitore del comitato.
Ci racconta come si è formato il comitato?
La storia comincia alcune settimane fa, alla metà di ottobre circa. Andiamo a prendere i bambini e negli spazi preposti alla comunicazione, troviamo una lettera del dirigente dei servizi sociali. Ci invitano ad andare in comune per sottoscrivere la nuova tariffazione. In poco tempo ci siamo attivati e incontrati per discutere. Così nasce il comitato.
A quanto ammonta l'aumento della retta?
Circa del 30%. Per fare un esempio: la tariffa minima: era di 92 euro oggi è di 115. La questione però non è solo economica è anche sociale e politica. Per spiegare rapidamente indico tre date: 12 luglio si modifica il modulo di iscrizione ai servizi. Si aggiunge la frase che cito a memoria "consapevoli che la retta potrebbe subire rincari".  La Seconda data: 30 settembre la giunta delibera l'aumento della retta. A metà  ottobre dopo gli inserimenti ci viene comunicato l'aumento. Credo che i commenti siano superflui. La netta sensazione è che ci sia un tentativo di smantellare i servizi pubblici e non solo i nidi.
In che senso?
Gli aumenti hanno portato la retta massima vicina alla retta dei privati. Il privato offre una copertura d'orario maggiore, alla lunga può essere più conveniente, certo più pratico. In questo modo si avvantaggia l'offerta privata e si riduce la domanda del pubblico. Faccio anche presente che negli ultimi tempi hanno chiuso due sezioni lattanti e non per questioni di non iscrizioni, ma per semplici questioni economiche. Insomma riducendo l'offerta e aumentando le rette: il gioco è fatto...chi può si arrangia come può. Questa non può essere una risposta politica.
Oltre ai nidi quali altri servizi hanno subito rincari?
I pre e post scuola, attivati nella scuole pubbliche e gestite dalle cooperative. Da un anno all'altro sono passate da un costo di 17 euro a 40. Così le famiglie sono molto penalizzate sopratutto quelle con più figli. I centri estivi poi hanno costi ormai onerosi e offrono un orari ridotto. Per dieci giorni le rette sono di 180 euro, faccia il conto di cosa si spende in un mese. I privati offrono orari lunghi a costi contenuti, basandosi spesso sul lavoro di volontariato. Non entro nel merito della qualità perché non ho conoscenza diretta, ma sarebbe interessante approfondire.
Come si è mosso il comitato in questa situazione? Che risposte ha avuto?
La risposta da parte dell'Amministrazione fino ad ora è stata: dobbiamo far quadrare il bilancio che ha un ammanco di 60 mila euro. Questo possiamo comprenderlo, ma non si può pescare sulle necessità delle persone. Dopo un ulteriore confronto avvenuto settimana scorsa abbiamo deciso di avviarci verso un ricorso al tar.
   



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