lunedì 9 dicembre 2013

Nidi a Novara: tra tagli e aumenti delle rette


gracey













Anche a Novara i nidi costano sempre di più. L'aumento è dovuto a problemi di bilancio, i problemi di bilancio sono dovuti alla spending review, la quale è
dovuta ai criteri che la comunità Europea ci impone. Insomma i responsabili dei rincari e delle scelte politiche si allontanano sempre più e a farne le spese dirette rimangono le famiglie e i bambini. L'assessore Augusto Ferrari racconta la versione politica dei fatti. Mentre il comitato dei genitori continuano a lavorare in opposizione.    
Partiamo facendo una panoramica sui servizi educativi di Novara
Abbiamo un sistema consolidato da ormai 40 anni di grande qualità. Contiamo 9 nidi comunali a gestione diretta più una struttura ipab che gestisce un nido e una scuola d'infanzia, l'ipab fa capo al comune, quindi possiamo dire a tutti gli effetti pubblica, nonostante abbia una sua norma giuridica. Da circa 15 anni abbiamo posti in convenzione a nidi privati accreditati che quindi devono rispondere a criteri di qualità parificati ai nidi comunali.
Ad ottobre avete aumentato in modo considerevole le rette tra le proteste dei genitori che ricorreranno al tar. Perché?
In un certo qual modo siamo stati costretti. Tenga presente che in bilancio 2012-13 i costi dei servizi alla persona sono di 13 mln, quasi sei sono per i nidi, e di questi 3,7 mln sono il costo del personale. Con le rette non copriamo nemmeno il 50% della spesa. Inoltre Novara era dal 2002 che non aumentava le rette. Per equilibrare il bilancio abbiamo dovuto innalzare le rette, l'alternativa era chiudere e ridurre l'orario. Non volevamo farlo. Abbiamo adeguato le tariffe secondo istat, le minime e le massime, inserendo anche un nuovo gradino della scala isee che prima si fermava a 21mila euro, oggi è di 25mila.
Cosa pensa del nuovo isee discusso e approvato a livello nazionale, riuscirà davvero a rendere una migliore fotografia delle condizioni economiche delle famiglie?
Ha avuto diverse criticità durante la discussione. Sopratutto i portatori di handicap hanno posto in evidenza diversi problemi. Aspettiamo di vedere i risultati e poi potremmo pronunciarci. Certo è che c'è bisogno di un adeguamento rispetto al modello attuale che è fallace da molti punti di vista.
L'aumento delle rette è avvenuto ad ottobre quando le famiglie avevano iscritto e inserito i bambini è molto scorretto e quindi impugnabile...
Si, ci rendiamo conto, guardi capisco benissimo le ragioni della famiglie ma purtroppo i problemi di bilancio e d'approvazione per i comuni  ci fanno lavorare con questi tempi...siamo arrivati ad inserire la nota nell'iscrizione consapevoli che avremmo dovuto alzare le tariffe. Siamo deboli e mi rendo conto che è insufficiente ma è la nostra motivazione. Proprio per questo abbiamo intenzione di rivedere l'operazione.
Come?
Intanto abbiamo inserito una commissione tecnica formata da funzionari e esperti del settore per cercare di rivedere il modello organizzativo per migliorarlo, rispondere in modo più adeguato alle esigenze sociali che sono molto cambiate, ci rendiamo conto che il sistema oggi è troppo rigido.
Prevedete anche di  ritornare alle precedenti tariffe?
Forse, vediamo come riusciamo a risparmiare sulla spesa complessiva.
Il Movimento 5 stelle ha fatto presente che c'è un fondo regionale a sostegno dei servizi educativi che avrebbe forse impedito l'aumento.
Non è così, mi fa sorridere il fatto che il M5S arrivi sempre in ritardo. Quel bando sostituiva i precedenti finanziamenti per abbattere le liste d'attesa incrementando e sostenendo posti in convenzione. Novara ha partecipato al bando e ha già speso le economie. Abbiamo fatto il nostro dovere. Il finanziamento è suddiviso in tre voci per la spesa ordinaria, per la spesa dei posti in convenzione e per sostenere gli assegni vaucher. La maggior parte del finanziamento l'abbiamo investito nella spesa per il servizo pubblico.
In tutta Italia ormai anche l'Istat ha confermato c'è una flessione dei servizi anche a causa dell'aumento delle rette. Come pensa che politicamente si debba rispondere per non chiudere i servizi ma anche rimanere nella qualità attuale?
Come le spiegavo prima si devono rivedere le economie e avviare un cambiamento ragionando anche con i sindacati.
Contenendo gli stipendi, tagliando dove?
Sugli stipendi ci andrei cauto. Ma ci sono aspetti contrattuali su cui lavorare legati alla turnazione degli orari del personale, rivedendo il servizio in orari e aperture che possano rispondere alle esigenze diverse della famiglie che vedono magari lavori discontinui e orari molto flessibili. La chiusura penso sia una vera sconfitta per tutti. I servizi educativi sono una delle conquiste migliori che abbiamo fatto. Allora agiamo su cosa è possibile con le realtà odierne.  
 

 

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