lunedì 23 giugno 2014

Istituzione: al via i lavori

protesta in consiglio











Oggi il consiglio si è espresso con una larga maggioranza a favore dell'istituzione. Sarebbe bastati 19 voti favorevoli, se ne sono aggiunti altri 4 per arrivare ad un buon risultato di 23. Fiumi di parole sono stati versati in aula e come tanti protagonisti di una scena teatrale, gli attori, consiglieri,maestre, sindacalisti, si sono mossi dentro e fuori il consiglio in un continuo vociare.
Ci sono stati consiglieri che hanno approfittato delle difficoltà per avere un po' di visibilità. Poi le immancabili proteste dei sindacati di base che ha aperto proprio oggi, un referendum sull'istituzione. In grande fretta hanno raccolto oltre 900 voti e di questi circa 850 hanno espresso parere negativo. Mentre i consiglieri si avvicendavano la microfono, con argomenti più o meno solide, si sono accalcati 50 insegnanti ad ascoltare, applaudire e fischiare. Insomma per una volta il consiglio è stato tifato come un'avvincente partita.  Tra le tante parole ripetute la parola bambino, è stata detta forse un paio di volte. Molto più spesso si sono usate le parole: contratto, sindacati, stipendi, diritti, decreto... Tutti hanno commentato e si sono soffermati sul decreto Cottarelli e tante cose sono state dette, che forse nemmeno Cottarelli in persona avrebbe più trovare un senso al suo decreto. Nessun cenno invece rispetto ad altri temi più immediati e diretti per il benessere dei bambini, come ad esempio alla continuità educativa, che con le assunzioni in atto, potrebbe creare non pochi problemi.
Ad ogni modo il tempo delle parole dopo anni, sembra finito. Ora vedremo come si procederà e quali saranno le soluzioni. Di certo rimangono alcuni fatti.
Primo: sono trecento le assunzioni del comune e tutte si concentrano sul comparto scuola e nidi. Si poteva decidere di spalmare questa capacità assunzionale in altri campi. E' stato scelto questo settore. Secondo: sindaco e giunta si sono giocati il tutto per tutto, chi fa è colui che sbaglia e questo è un rischio del mestiere. Terzo: i tempi sono strettissimi, da qui a settembre, saranno molte le cose da scegliere e decidere per il funzionamento dell'istituzione. Chiudo poi con una nota di rammarico del tutto personale che però mi ha colpito. Oggi un uditore ha detto con un po' di tristezza: "Ci hanno preso per manifestanti, mentre siamo solo dei cittadini". Ho sempre ritenuto che chi manifesta, sia chi si esprime. Credo anche che finché c'è chi si manifesta o manifesta un'idea la democrazia, quella dinamica circolazione di idee, sia viva e possa offrire spunti di riflessione per tutti.

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