mercoledì 12 novembre 2014

Mille nidi in mille giorni?











E' un vero peccato che l'Onorevole Bindi non si sia resa disponibile ad un'intervista. "Non tratta più l'argomento" mi risponde la segretaria che con cortesia respinge la richiesta. Eppure sono certa che sarebbe stato interessante riprendere il filo da ciò che è accaduto nel 2007. Cercheremo di tracciare una breve cronistoria rimandando le domande ai lettori. Perchè la confusione a questo punto è davvero troppa per rimanere inespressa. Ma partiamo dalle certezze, quindi dal passato.


Il piano straordinario    
Nel 2007 parte un finanziamento straordinario della durata di tre anni per una spesa complessiva di oltre 700Mln (economie rimpolpate anche da regioni e UE) lo scopo era di incrementare i servizi educativi. L'incremento c'è effetivamente stato e nel triennio si sono aperte nuove strutture e nuovi posti per bambini ad oggi l'Italia ha un'offerta del circa 13%
Monitoraggio
Con il finanziamento si attiva un monitoraggio per seguire l'andamento del piano. Per questo sono stati chiamati i più qualificati esperti del settore da tutto il paese. Le regioni si sono messe in rete e hanno dialogato e condiviso dati. Un'operazione importante che ha richiesto tanto lavoro e che ha saputo produrre una mappatura di dati che prima semplicemnte non esisteva.
Primo in 40 anni
Il piano straordinario, altrimenti detto piano Nidi o piano Bindi, è stato il primo finanziamento nazionale in oltre 40 anni di attività dei servizi educativi. Lo Stato non aveva mai investito in questo settore. Nei primi anni '70 le nuove strutture venivano finanziate con una sorta di tassa  di scopo e dalla busta paga dei lavoratori si prelevava una quota fissa per la realizzazione dei servizi. L'investimento del pil si attesta attorno allo 0,15% mentre nei paesi dell'Europa si investe  anche il 2% per raggiungere la quota d'offerta indicata nel trattato di Lisbona che è fissata al 33%.
I governi si succedono
Governo dopo Governo, nessuno ha più investito economie. E la crisi non ha fatto altro che accellerare un processo che era già prevedibile fin dall'inizio: se investi e poi non foraggi, non si può andar lontano. Le difficoltà che hanno attraversato i servizi sono state tante. I tentativi per tenere in piedi l'impianto hanno portato inevitabilmente ad una conseguenza: contenere la spesa.
I cordoni si stringono 
Contenere la spesa ha significato: da un lato abbassare la qualità dell'offerta, non ben definita e non in modo univoco, dall'altra parte aumentare la spesa di compartecipazione degli utenti, quindi le rette. Ma per quanto si tagli, si stringa e si ceselli, il costo di un bambino al mese, dati medi a livello nazionale, sono di 1200 euro, un costo alto e con un lento ritorno economico che politicamente parlando, è poco utile.
I servizi chiudono
L'abbiamo detto, scritto e ribadito più volte: i servizi in tutt'Italia chiudono. (vedi report qui a lato) Sono arrivati a dimostrarlo anche con i numeri con i dati Istat a fine luglio. Ciò che ancora, nonostante l'evidenza, non si riesce a dimostrare è che la qualità sta calando e se non ci si deve allarmare, è anche vero che molti servizi continuano sulla buona volontà di educatori, collaboratori, perdagogisti quando c'è... quando non c'è.... i risultati affiorano con il clamore per pochi giorni sui giornali e poi spariscono, creando sfiducia in un sistema che non solo funziona e funzionava ma aveva punte di vera eccellenza e non solo a Reggio Emilia.
Governo Renzi
Il Governo Renzi non prevede nuove economie come dimostra il testo dell'ultima legge di stabiltà. Dopo aver lanciato lo slogan, molto accattivante : mille nidi in mille giorni, non si stanziano soldi. I Mille nidi verranno realizzati con l'approvazione del ddl 1260? Il testo di legge prevede uno strovolgimento dell'impianto educativo di nidi e scuole d'infnazia con finanziamenti permanenti. La prima firmataria l'On Francesca Puglisi rassicura "Il ddl sta procedendo, a breve il testo sarà discusso in bilancio e le economie ci sono" Ci auguriamo che tutto proceda per il meglio e celermente. Ma se non fosse così? Se i tempi si facessero lunghi? E poi mille nidi sono mille nidi nuovi? Si aprirebbero nuove strutture mentre quelle che già ci sono chiudono e arrancano per mancanza di soldi? E l'investimento strardinario possiamo dire oggi che sia stato un buon investimento? Possiamo imparare qualcosa per il futuro?


     

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