giovedì 6 novembre 2014

Sindacati in piazza per il lavoro pubblico

Cgil, Csil e Uil l'otto di novembre sarranno nuovamente in piazza. La manifestazione si svolgerà a Roma con un tema molto delicato: il lavoro pubblico. "Andremo in piazza per difendere il lavoro e il paese che deve ripartire dal servizio pubblico" Racconta Micol Tuzi, pedagogista di Bologna e membro del direttivo nazionale della Cgil. Questa manifestazione si collega a quella del 25 ottobre scorso, che ha portato in piazza oltre 1 milione di persone. Per l'occasione bandiere rosse hanno sfilato in corteo e il tema principale era l'art 18 (art che tutela il lavoratore da un licenziamento discrezionale). La cosa che fa riflettere è che oltre dieci anni fa e precisamente nel 2002, sempre la Cgil, ha portato in piazza 3 mln di persone per lo stesso motivo: la difesa dell'Art 18.
Fa un po' paura l'idea che le cose, governo dopo governo, non siano cambiate e che di nuovo i lavoratori tornino in piazza con lo stesso mal contento e con tanti posti di lavoro in meno. Parlare di nidi l'abbiamo più volte scritto, significa parlare anche di lavoro, di diritti e tutele. Un nido pubblico costa di più perché i lavoratori sono meglio restribuiti e più tutelati. La differenza in termini economici è anche la differenza di diritti che spesso nel privato sono latenti e non contano maternità,  ferie o malattie ecc ecc.
Il 25 ottobre non c'è stata una svolta. C'è stato un incontro, un momento di grandissima partecipazione e confronto ma ci fa capire quanto il dibattito politico sia infossato e come nonostante il governo sia cambiato, da Berlusconi a Monti, da Monti a Letta, e da Letta a Renzi (senza andare al voto peraltro!) i nostri governatori non si accolgano delle esigenze dei lavoratori e del lavoro. "Il centro del problema è l'occupazione e non il potere di licenziare - racconta la Tuzi - Si sposta sempre il baricentro del problema per legittimare le disuguaglianze. Ora i sindacati sono chiamati a rispondere. siamo stati lenti a rispondere ma ora sarà difficile fermarci". L'otto novembre sarà il lavoro pubblico ad essere difeso "Il paese che deve ripartire dal servizio pubblico" continua la Tuzi. E mentre si difendono questi valori il nuovo ddl di stabiltà non pare andare nella stessa direzione, almeno con il testo attuale. Non ci sono grandi risorse da destinare ai servizi pubblici e mentre le associazioni protestano e chiedono più investimenti, i lavoratori riprendono le proteste da un altro versante: dateci gli aumenti che sono fermi da troppi anni, facciamo ripartire i servizi. Ma i come della politica e del fare fino ad ora, non si sono ipotizzati, mentre spunta un nuovo taglio dalla legge di stabilita sull'infanzia.            

Nessun commento:

Posta un commento