venerdì 30 gennaio 2015

Parma: i gentori scendono in piazza


BolognaNidi














Parma. Domani (31 gennaio) alle 18 da via Verdi partirà la fiaccolata di genitori, educatori, insegnanti di sostengo e non, sindacati, associazioni e presidi di scuola. Ad unire i cittadini in una fila compatta è l'indignazione rispetto ai tagli del servizio d'integrazione scolastica per i disabili. I tagli “sono
dettati dal patto di stabilità” si giustifica il sindaco del M5S Pizzarotti e chiede ai suo cittadini di protestare insieme contro il governo. Ma le giustificazioni e le motivazioni economiche, non placano le proteste che continuano da tempo. In principio erano state ridotte le ore degli educatori del 25%, poi si è cercato di mitigare, calando al 12%, in ultimo si è garantito il servizio fino a giugno. Ma i genitori infuriati (così si chiamano) rispondono un secco: No, aggiungendo una domanda inquietante: “E dopo giugno?” Il servizio in questione per legge spetta al comune e rassicurazioni, rinvii e promesse non bastano. La scelta è di continuare a protestare. Non è la prima volta che Parma incide sui servizi educativi. L'anno scorso l'assessore alla scuola Nicoletta Paci (qui intervistata) ha rincarare le rette dei nidi e delle scuole d'infanzia, talmente tanto, che in molti, si sono visti costretti a rinunciare al servizio, come raccontato da tanti genitori (qui intervista). I comuni e non solo Parma, sono certo in grandissima difficoltà. I tagli del governo li vivono di continuo i cittadini e ai politici locali tocca l'ingrato compito di rispondere. Ma non sempre hanno le possibilità o le competenze per farlo. Il lavoro dell'Anci (associazione dei comuni) va in questa direzione ma risulta debole e incerto. E così le proteste continuano e i tagli pure. Questa volta si è andati troppo oltre. La fiaccolata chiederà la testa dell'assessore al welfare Laura Rossi. E forse rotolerà, forse si faranno nuovi passi indietro e la sommossa popolare rientrerà... forse... Ma se anche così dovesse accadere, come ci auguriamo, di nuovo si arginerà una condizione che riguarda tutt'Italia, in un solo contesto locale. E la buona proposta del sindaco (forse l'unica?!) di farsi sentire in modo coeso allo Stato non sarà ascoltata.



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