venerdì 6 febbraio 2015

Mensa: neve e pranzo da casa...

BolognaNidi













Bologna. Seribo sembra non imbroccarne una giusta. Oggi annuncia ai genitori che non servirà i pasti o tutt'alpiù freddi, causa della neve. Lo annuncia circa alle 9 del mattino con un preavviso di qualche ora, mentre i genitori tra neve e lavoro, dovranno capire come andare a prendere la prole affamata a mezzogiorno. Nonostante gli  imprevisti capitino e nonostante criticare oggi Seribo pare quasi un eccesso, uno sparare sulla croce rossa, ciò nonostante crediamo utile fare alcune considerazioni, se non altro, per un confronto con i nostri lettori .
Mal tempo Intanto la neve non è stata una sorpresa, era annunciata da diversi giorni e capire alle nove del mattino di non riuscire a servire i pasti di mezzo giorno, è difficilmente credibile. Non addentriamoci in supposizioni (del tipo, la disdetta dei pasti è stata talmente alta, da trovare più conveniente rinunciare a tutto il servizio), prendiamo per vere le troppe difficoltà a fornire la pappa a causa delle neve, ma se così fosse, significherebbe che l'efficienza dell'azienda partecipata, non è affatto tale o conveniente.
Dal passato Quando si annunciò il passaggio dalla gestione diretta a quella indiretta, furano attribuite più motivazioni: “il comune non è attrezzato a preparare e fornire pasti... un'azienda privata avrebbe fatto meglio e con meno sprechi economici, di materia prima... una gestione mista avrebbe garantito l'efficienza del privato e il controllo del pubblico. Vero? Dopo anni si può dire che non è andata affatto così. Ma è difficile fare un bilancio comparativo stringente e lo è anche perché mancano i dati economici e qualitativi che ci facciano capire le effettive differenze. Ciò detto, dobbiamo tener presente che la situazione legislativa e generale è completamente cambiata. Se ripensare al passato è forse assurdo, crediamo sia fortemente auspicabile che il nuovo servizio mensa sia riaggiornato senza preconcetti da parte di nessuno e facendo un po' di conti preventivi. E se oggi riaprire le cucine in ogni scuola, come era un tempo, sarebbe improponibile, sarebbe ora di individuare bene la scelta più idonea iniziando da una buona gara d'appalto che tuteli utenti e lavoratori .
Un annuncio importante: il pasto da casa. All'incontro tra genitori e l'assessore della scuola Marilena Pillati e l'assessore al bilancio e vice sindaco Silvia Giannini che si è svolto ieri, si è detto molto, le persone erano tante e gli interventi anche, ma una cosa importante si è precisata, ovvero la possibilità di portare il pasto da casa. Una possibilità che a Torino è stata negata ai genitori dal tribunale, mentre qui, pare possibile e praticabile, come del resto confermato dal professor Carullo. Questa scelta sarebbe davvero coraggiosa da parte della Giunta, perché aprirebbe la vera capacità di rendere partecipe i genitori nei confronti dell'azienda. L'utente così avrebbe la possibilità di far crescere il fatturato dell'azienda o togliergli il lavoro creando una concorrenza interna, fino ad ora svolta solo a parole. Ma se questo passaggio si farà,  come ci auguriamo, non sarà facile. Le domande sono tante: Come avverrà? Si apriranno più bandi d'iscrizione durante l'anno? Se ne aprirà uno all'anno? E in caso ci fossero tante rinunce al pasto, come saranno tutelati i lavoratori? E qui la parola spetta ai sindacati che per martedì annunciano uno sciopero.  

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