giovedì 19 febbraio 2015

Nuova gara d'appalto per la pappa a scuola

BolognaNidi











Bologna. La giunta delibera il bando di gara per il nuovo appalto del servizio di refezione scolastica. Con la liquidazione dell'azienda il nuovo soggetto privato, dovrà garantire maggiore qualità più controllo, maggiore attenzione alle indicazioni dei genitori e garantire la continuità lavoartiva dei lavoratori. La giunta prosegue tra rumore, confusione, incertezze e proteste. Crediamo che un'ordine sia temporale che d'informazione possa invece essere dato.


Prima c'era Seribo SeriBo ha 50 anni. Dal 2003 è diventata una spa. Il comune ha mantenuto la quota maggioritaria del 51% e il restante 49% l'ha dato in appalto al socio privato. Attualmente il 49%  si suddivide in 70% Camst e il restante ad Elior.
Perché si liquida? L'autorità nazionale anticorruzione sancisce che dopo dieci anni, il contratto di Seribo non si può rinnovare. Da qui l'esigenza di liquidare la società partecipata, aziende che sono per altro dentro il mirino della spendig rewing che indica la necessità di ridurle.
La scelta politica In tempi molto rapidi la giunta dichiara di voler liquidare Seribo e mettere il servizio della refezione in appalto. Ricordiamo che ad oggi l'azienda fornisce 18mila pasti tra scuole d'infanzia, primarie mentre le medie fornite direttamente dalle cucine Camst
L'annuncio dell'esternalizzazione L'annuncio ha provocato, come spesso accade, tanti malumori sia tra i genitori che scrivono un comunicato chiedendo, e giustamente, maggiore trasparenza, maggiori controlli, più qualità e una buona tutele dei lavoratori. Mentre questi ultimi sono molto preoccupati, si vedranno trasferiti ad un nuovo gestore ancora ignoto.
Ma Seribo ha funzionato? In dieci anni di attività si può fare un bilancio ragionato. Seribo al contrario di molte aziende partecipate su tutto il territorio nazionale, ha funzionato dal punto di vista economico.
Ha prodotto utili buonissimi utili, suddivisi come ci racconta in una recente intervista il consigliere Marco Piazza "Al 10% al pubblico e al 90% al privato".
I costi e la qualità dei pasti sono in media tra i più alti nel contesto nazionale, come dimostrano i genitori dell'Osservatorio mensa, mentre l'utilizzo del biologico, è tra i più bassi a livello regionale, qualche anno fa era al 6%.
Le cucine. Nel 2005 il piano industriale Seribo stabilisce che le cucine dovevano essere rimodernate. Sono tre i centri in città. Nel 2008 la delibera viene approvata dal consiglio. Ad oggi solo una cucina è nuova. I maggiori problemi dichiara il socio privato Arduini in un'intervista a Repubblica.
Alcuni fatti In alcune scuole viene introdotto il piatto portato da casa in sostituzione al piatto di plastica. Quest'ultimo ha un costo di circa 0,010 centiesimi. Eliminarlo in tante scuole ha significato di certo un bel risparmio per l'azienda, ai genitori è tornato un bel "grazie".Il piano industriale prevedeva l'nserimento di lavastoviglie che sono state introdotte solo in alcune scuole. A settembre Radio città del capo denuncia come si servano porzioni più ridotte.  Poco tempo torniamo noi sulla faccenda quando per merenda viene servito un solo biscotto e nemmeno per tutti... poi è il caso di una lumaca nell'insalata e di nuovo peggio ancora una rondella della crocchetta di patate...Sulla rondella dopo i controllo dei Nas si è chiuso il caso: senza colpevoli, sanzioni o motivazioni.
A questo punto riproponimao la domanda: Seribo ha funzionato bene? 
Ad ognuno le proprie valutazioni.
La voce dei genitori Mentre questi fatti accadevano i genitori si sono organizzati, prima in modo informale poi riconosciuti da due nuovi regolamenti: i commissione mensa scolastica e cittadina.  
Osservatorio e partecipazione I genitori hanno svolto un lavoro incredibile di monitoraggio, proposte, fissandosi alcuni principi guida: meno plastica, più biologico, controllo della tariffazione. Nei fatti sono riusciti a modificare la la tariffazione dei pasti a seconda delle presenze dei bimbi a scuola. (anche se a  conti chi frequenta con regolarità paga più di prima). Sono irusciti ad imporre  un aumentato delle materie prime biologiche in linea con le normative regionali. Ma sopratutto hanno portato molta attenzione al tema, su cui ora è sensibile tutta la città. E tramite diversi scioperi a far sentire la propria voce di mal contento.
Appalto e tempi Di fronte a questi fatti la liquidazione di Seribo, crediamo fosse dovuta, al di là della normativa. Se poi si riuscirà a fare quello che si sta annunciando lo vedremo. Oltre a questo rimane da chiedersi se chi ha lavorato con tanta trascuratezza, possa essere sanzionato. L'azienda ha lavorato che per gli utili a scapito di qualità e a volte della quantità. Non è stato rispettato il piano industriale e la forza del socio maggioritario, il comune, si è dimostrata poco efficace, e nonostante tutto è impensabile far ricadere l'intera colpa sul sindaco, nonostante le certe responsabilità. E' ora di guardare al futuro e il primo passo sarà al liquidazione: come si svolgerà? E per la gara d'appalto, come giustamente si domandava il segretatio Filcams di Cgil EmilianoSgargi, avrà abbastanza tempo per essere pubblicizzata e così coinvolgere il maggior numero di aziende? Un bando lo ricordiamo ancora una volta, da 18 mila pasti quotidiano, sono poche le aziende che potranno gareggiare, anche se si guarda all'Europa.
 
    
               

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