giovedì 26 febbraio 2015

Una legge per lo 0-6 e tanti pensieri
















In questi giorno ho letto tanto online, ho letto tanto e con tanta attenzione. Poi mi sono presa tempo per riflettere e ora in questo post, tento di fare un ragionamento ripsetto al disegno di legge che unificherà il tratto prescolastico dello 0-6.L'annuncio è l'ennesimo di una lunga serie, questo però ha fatto più clamore di altri ed ha eccitato gli umori. Pare che effettivamente la legge sia in dirittura d'arrivo, anche se ad oggi non si vedono coperture finanziarie certe, ma ragioniamo come se fosse tutto rapido e immediato. Non voglio tornare sui contenuti del disegno di legge, di cui abbiamo scritto più volte e a più riprese sia io, che la collega Francesca Mozzi. Anzi abbiamo fatto di più che scrivere, abbiamo fatto un dibattito lo scorso giugno, che metteva in confronto due ddl legge: quello dello 0-6, e quello della scuola da 0-18 la LIP
Qui mi preme aprire un ragionamento sulla salute dei servizi educativi e sulle idee che circolano online.

I tantissimi commenti...
Tantissimi commenti e molti dei quali sono negativi. Le paure sono di varia natura: "la legge abbasseranno la qualità dei servizi", "si cambieranno i contratti alle insegnanti", "...non serve a nulla, solo chiacchiere è tutto ormai già deciso!" "Si incentiveranno i servizi privati a scapito di quelli pubblici" "..si sminuiranno i servizi privati...", "si tanta di salvare i nidi e si mettono in crisi le materne..."seguono altri commenti deduttivi: "La legge è del PD, il PD è corrotto e quindi la legge che fa schifo". Oppure "il PD vuole privatizza i servizi per dare lavoro alle cooperative che poi finanziano le elezioni".
La storia della legge
In parte queste paure ritraggono e raccontano alcune verità del nostro paese che come sappiamo è corrotto, sta privatizzando a spron battuto e molto spesso dice cose per dirle...
Però mi sento di fare alcune considerazioni rispetto a quello che so e che ho visto. Intanto l'Onorevole Francesca Puglisi si è molto spesa attorno a questa proposta. Una legge che ha una storia lunga, faticosa e che racconta un'altra parte del nostro paese: la fatica al cambiamento. 
La 1260 nasce su iniziativa popolare, viene portato in discussione al parlamento dall'On Anna Serafini...e poi rimane nel cassetto per tanto tempo. Viene ritirata fuori dalla Puglisi che l'ha a sua volta, ri-discussa in modo DAVVERO partecipato. Sono interventuti sul testo tante persone: pediatri, pedagogisti, amministratori dei servizi, politici locali, psichiatri neorolinfantili, associazioni di vario genere... 
In tante parti del paese la Puglisi è andata a parlare, a raccontare ed ascoltare. E man mano il testo ha preso forma, si è modificata ed è cresciuto sotto i consigli e i punti di vista di molti. E il testo è da leggere. Vale la pena e penso anche che sia da sostenere e portare avanti. 
Altre considerazioni: lo scenario
Anche se non fosse un buon testo, in toto, anche se ci fossero molte cose da miglirare, è pur sempre vero, che al momento non ci sono altri tentativi di sostenere i servizi, che attenzione! Stanno chiudendo! Oggi in modo continuo a barbaro, in tante forme diverse da nord (che ancora sta bene) come a sud (dove c'è da piangere, perché i servizi non ci sono), stanno chiudendo, stanno diminuendo in qualità, stanno aumentando in tariffe e questo accade ora a Parma, a Catania, a Ragusa,a Torino, A Ferrara, a Reggio Calabria, a Torino, a Bologna, a Portofino, a Roma, a Novara, a Lecco... e tante e tante altre piccole realtà. Questa è lo scenario a cui siamo di fronte. Queste le alternative. E' sempre bene criticare, stare allerta, e continuare a pensare. Ed è sempre bene ragionare sul fatto che si sono appena investiti nuovi fondi, dal governo Monti, per aprire nuovi servizi al sud, che se nulla cambia, se non passa questa legge, se o  non si mettono in campo altre alternative, saranno servizi aperti e già chiusi, saranno soldi pubblici destinati a finire giù per il tubo e intanto i nidi continuaneranno a chiudere e le scuole a peggiorare. 
 

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