giovedì 12 marzo 2015

Cosa succede nei nidi?

BoNidi








Siamo di fronte ad una grande confusione. Stanno accadendo tante cose, difficile da relazionare e intanto non si capisce la politica in che direzione stia remando. A livello nazionale si fa strada l'approvazione al ddl 1260. Il ddl ora aggregato alla Buona Scuola, ipotizza finanziamenti permanenti e per la prima volta statali.  Riconosce poi i servizi come il primo tratto scolastico e formativo. Questo sarebbe davvero fondamentale perché significherebbe togliere la spesa dalle fragili spalle dei comuni una volta per tutte. La Senatrice Puglisi (prima firmataria del ddl) in una recente conversazione, rimarca con entusiasmo come si sia vicini al traguardo. Il ddl si trasforma in legge delega e così si riducono i tempi. Bene. Ma i contesti locali vanno in direzione opposta, i nidi continuano a contrarre l'offerta e abbassare la qualità. Facciamo due esempi: Roma e Parma.

A Parma il nuovo bando per iscrivere i nuovi nati al nido (2015-16) risulta davvero incredibile. Il bando annovera 26 servizi (tra nidi e centri genitori). L'assessore Paci raccomanda di "dare la preferenza al maggior numero di strutture possibile (fino ad otto), perché non sappiamo quante strutture a settembre riusciremo a mantenere." Problemi di bilancio. Ma non solo. Infatti l'anno prossimo non si sa nemmeno con quale gestione  riapriranno i servizi. Oggi gestiti da una spa che era stata definita in buona salute, dallo stesso assessore durante una nostra intervista. I genitori fondano on line una pagina fb dal titolo inquietante genitori infuriati.
A Roma la contestazione delle maestre, per via di una modifica contrattuale si è fatta largo nelle cronache locali e non solo. Il cambio contratto, ha creato situazioni difficili di gestione, dove la qualità dell'offerta ha vacillato. In alcuni momenti della giornata, il rapporto educatore-bambino saliva, a livelli inverosimili, anche di un educatore con 15-20 bimbi. Nel mentre la giunta Marino, nel tentativo di risparmiare, ha aumentato (fino al 70%) la tassa sui rifiuti ai gestori di strutture educative convenzionate. In molti rischiano la chiusura. Situazione questa che sta evolvendo rapidamente. E l'associazione OndaGialla (associazione composta da gestori di nidi privati) reclamano risposte in tempi rapidi : saremo noi a gestire a settembre i servizi di cui ci occupiamo? Le risposte non arrivano. Ma le domande almeno le nostre si moltiplicano? Che politiche si stanno seguendo? si stanno utilizzando bene le poche risorse pubbliche?


2 commenti:

  1. A voler essere precisi di genitori "infuriati" a Parma ce ne sono così tanti che di pagine Facebook ne esiste più di una! Quella degli "infuriati" per antonomasia, linkata nell'articolo, vittime dei tagli ai disabili (1300+ "Mi piace"); "Per fare un bambino ci vuole un asilo" (1100+ "Mi piace" - https://www.facebook.com/civuoleunasilo?ref=aymt_homepage_panel), dei genitori degli asili. Per non dimenticare il Comitato Famiglie contro l'aumento delle rette (https://www.facebook.com/comitatofamiglie.parma)

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    1. Osservazione molto corretta. Parma e un buon esempio di cosa accade nei servizi pubblici in modo generale e trasversale. Torneremo sul tema a più riprese.

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