sabato 5 settembre 2015

Il costo del nido. Non aumenta ma rimane caro


BoNidi














Da Cittadinanzattiva arriva un nuovo rapporto sui costi dei nidi. Nel 2015 le rette sono aumentate in 14 capoluoghi del paese. Paragonando i dati di questa indagine con quella condotta nel 2011, notiamo che i costi sono sostanzialmente fermi. La media oggi di 311 euro mensili nel 2011 era di 302 Euro. I rincari delle rette  cresciuti molto e molto velocemente, tra il 2005 e 2011, si sono fermati.
Lecco si riconferma la città più cara con una rette (in media) di oltre 500 euro mensili.
Un dato interessante ci viene fornito dalla titolarità dei servizi. Il privato accreditato ha superato l'offerta del pubblico. Le percentuali sono:  42% pubblico e 58% privato. 
Il nord è quello con più privato (Lombardia in testa) e il più caro. Questa la classifica delle dieci città più care: Lecco, Sondrio, Belluno, Cuneo, Imperia, Cremona, Alessandria, Aosta, Trento, Mantova. Le dieci più economiche: Catanzaro, Vibo Valenza, Roma, trapani, Chieti, Campobasso, Venezia, Napoli, Salerno, Macerata. La distribuzione è ancora molto disomogena. Al sud l'offerta è ridotta, se non quasi inesistente, (Calabria) e forte in regioni come Emilia Romagna e Toscana. Gli orari di accoglienza sono molto diversi. Ci sono città che garantiscono apertura di 9 ore (sopratutto al nord) e città dove l'orario è solo parziale, sei ore giornaliere. Tina Napoli responsabile delle politiche per i consumatori di Cittadinanza attiva dichiara: "Chiediamo di rilanciare nel dibattito pubblico italiano l'adeguamento alle esigenze, anche economiche, delle famiglie italiane del servizio educativo per la prima infanzia”. La Napoli poi afferma quanto sia importante rivedere anche il sistema degli orari e aperture, quanto sia utile una maggiore flessibilità di servizio e indispensabile accrescere un'offerta integrata con esperienze di welfare aziendale e di soluzioni alternative. chiude dichiarando che :"Ripensare il modello di servizio è urgente per permettere di frequentare l'asilo ad un maggior numero di bambini e a costi sostenibili".    

Nessun commento:

Posta un commento