mercoledì 7 ottobre 2015

Sfiducia nel sistema: in crisi i vaccini

BoNidi













I dati lanciati dal ministero delle salute e dall'Iss sono preoccupanti. Calano i vaccini per i piccolissimi su tante malattie come: la polio, il tetano, l'epatite B, ma anche per il morbillo e la pertosse. Malattie che si credevano dimenticate e che forse non sono molto conosciute per i rischi che possono comportare.

In percentuale
Siamo sotto la soglia del 95% per ciò che riguarda la copertura di polio, tetano epatite, sotto l'86% per ciò che riguarda morbillo, parotite e rosolia. La non vaccinazione coinvolge le regioni in modo differenti. Il Veneto è in testa per ma il fenomeno riguarda anche il sud, la Campania tende a non vaccinare.
Perché non si vaccina?
I motivi che spingono i genitori a non vaccinare sono tanti e sono complessi. (Non ci limiteremo a descriverli in questo post, ma tenteremo di fare una lettura attenta del fenomeno). C'è chi non vaccina perché è pigro, chi lo sceglie perché ritiene che i contro siano maggiori dei pro, c'è chi ritiene che i vaccini siano un "trucco" delle aziende farmaceutiche che per lucro vendono sostanze pericolose.
Informazioni al telefono
Per tutti ricordiamo che c'è un numero verde per maggiori informazioni, è attivo ogni lunedì dalle dieci del mattino alle sei di sera  800 561 856.
Perché è un problema non vaccinare?
Perché i vaccini funzionano solo se largamente diffusi, con un "effetto gregge". Se la soglia dei non vaccini si alza la malattia ha maggior possibilità di diffondersi e contaminare anche chi si è vaccinato.
Storia vecchia in USA...
Nel 2014 negli Usa ci fu il "caso Disneyland" si registrarono settanta casi di morbillo. La malattia si è diffusa dal parco giochi più famoso al modo, dove transitano tantissimi bimbi e mamme in cinta, per un ampio raggio territoriale. Ci fu un vero e proprio allarme. La situazione ha posto all'attenzione molti interrogativi: perché tanti genitori scelgono di non vaccinare? La California risulta il paese in testa al minor uso dei vaccini. Secondo l'Organizzazione mondiale della salute nel 2014 e nei primi mesi del 2015 i casi di morbillo in Europa e in Asia centrale sono stati 22mila. L'Oms ha chiesto ai governi misure per contenere l'epidemia.
Ma in Italia come funziona il sistema? 
In Italia ogni regione fa da sé e sceglie quali vaccini somministrare. Manca un organo nazionale competente che scelga e indichi i vaccini da fare in modo uniforme nel paese. Tant'è che l'associazione ACP hanno lanciato in proposito una petizione che potete legge e firmare qui "Noi medici passiamo molto più tempo a convincere i genitori all'uso del vaccino e non abbiamo mai la sicurezza che le nostre spiegazioni avranno effetti positivi." Ci racconta Paolo Siani presidente dell'APC, in una recente intervista. Oggi ogni regione fa da sè e il problema è evidente: certi territori rimangono coperti su certe malattie e su altre no, generando, anche senza il calo dell'uso di vaccini, una possibile contaminazione di malattie.
Un libro consigliato
Una garbata e profonda riflessione sulla questione l'ha intrapresa l'autrice americana Eula Biss con: "Vaccini virus e altre malattie" pubblicato da Ponte delle Grazie. La Biss si è tuffata in questo modo senza preconcetti e ne è emersa con idee chiare sia sui motivi per cui ci si deve vaccinare, sia sui perché in tanti scelgono di non vaccinarsi. Un fenomeno che è certo da capire e accogliere. 


 
      



 

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