venerdì 29 gennaio 2016

Morbillo e rosolia: vaccinazioni in calo in tutte le regioni



Bambini&Salute
L’eliminazione del morbillo e della rosolia era uno degli obiettivi del Piano nazionale 2010-2015. Il traguardo non è stato raggiunto e al contrario di quanto auspicato dal ministero le vaccinazioni contro il morbillo e la rosolia sono in calo. . Il Piano prevedeva il raggiungimento di una copertura di almeno il 95% per le due dosi, somministrate rispettivamente entro i due anni e tra i 5 e i 6 anni, ma tutte le regioni italiane restano al di sotto di questa soglia. La media nazionale relativa al 2014 si ferma per la seconda dose a quota 82,72 per il morbillo e a quota 82, 46 per la rosolia con un calo rispetto al 2013 quando le medie nazionali erano rispettivamente 84,05 e 83,65. Il trend negativo appare chiaramente anche dai dati riferiti alla prima dose: nel 2013 la media superava il 90% per entrambi i vaccini mentre nel 2014 non ha raggiunto l’87%.

I dati sono stati pubblicati recentemente dal Ministero della Salute che per la prima volta ha reso note anche le coperture relative alla seconda dose.
Per il morbillo la copertura della seconda dose varia dal 92,34% dell’Umbria al 65,64% della Sicilia con molte regioni che si discostano di 10 punti percentuali dall’obiettivo fissato. Discorso analogo vale per la vaccinazione contro la rosolia. In entrambi i casi tra le regioni che superano il 90% ci sono l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Lombardia, mentre tra quelle che più si discostano dal’95% la Sicilia è seguita dalla Calabria e dalla Campania. Se si considera la prima dose Piemonte, Emilia Romagna e Umbria rimangono le regioni più virtuose, mentre a fare da fanalino di coda con una copertura inferiore al 69% troviamo la provincia autonoma di Bolzano.
Nel nostro paese la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia è offerta gratuitamente in tutte le regioni. I dati hanno portato il ministero a sottolineare la necessità di aumentare le coperture vaccinali. Il ministero, inoltre, non nasconde la necessità di interventi tesi a ricostruire la fiducia dei genitori nei confronti di questo vaccino. Gli obiettivi del piano vaccinale – ricorda il ministero – puntano a eliminare, in accordo con l’Organizzazione mondiale della sanità, morbillo e parotite dalla Regione Europea e ad evitare nuove epidemie di morbillo come quella che tra il 2002 e il 2003 ha fatto registrare oltre 40 mila casi e provocato 8 decessi tra bambini ed adolescenti.

Intanto continua a rimbalzare nel web la storia di Lia, una bambina di sei anni che non può andare a scuola perché 8 dei suoi 18 compagni non sono vaccinati. La bambina che vive in un piccolo paese della Toscana – racconta il Corriere della Sera – è affetta da un’immunodeficienza, dovuta ad una grave malattia contratta da piccola, che non le permette di sottoporsi alla seconda dose della vaccinazione per morbillo parotite rosolia. 

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