giovedì 28 gennaio 2016

Torniamo a parlare di nidi e scuole d'infanzia

Daniala Lastri














A Firenze si è svolto un seminario attorno ad un tema preciso: Nidi e scuole dell'infanzia. A coordinare un ricco tavolo di interventi tra politici, sindacati, lavoratori ed esperti, c'era Daniela Lastri, già assessore alla scuola di Firenze, già consigliere in regione Toscana. Fuoriuscita dal Pd oggi impegnata nella costruzione di un nuovo soggetto politico della Sinistra e ha sostenuto alle elezioni regionali la lista SI Toscana a Sinistra. Abbiamo incontrato nuovamente la Lastri per raccontare l'evento e capire se l'evento è una premessa per un'impegno politico al tema che ci è caro: l'educazione dei bambini.


Perchè nasce questo seminario?
Ci siamo posti la questione di rilanciare il dibattito pubblico sull'infanzia e sui suoi diritti a partire dall'esperienza dei nidi e delle scuole dell'infanzia. Abbiamo avvertito la necessità di creare un rapporto tra chi si occupa e preoccupa dei servizi educativi rivolti ai bambini tra lo 0 e i 6 anni. C'è una profonda disattenzione a questo settore che dura ormai da anni. Purtroppo la tendenza politica e culturale è quella di arretramento rispetto a ciò che abbiamo costruito e consolidato nel tempo.
Arretramento in che senso?
In tanti modi. Il sistema regge su una qualità che abbiamo aquisito in passato. Ma a forza di non investire, mancano reali risorse dal 2007, a forza di squalificare i lavoratori, che nel tempo hanno costruito e realizzato un sistema di vera qualità, a forza di non governare il sistema sta cedendo. Dobbiamo portare attenzione, sorvegliare e lavorare.
Chi era presente?
Diversi soggetti: insegnanti, sindacati, educatori, e diciamo la cultura interessata professionalmente a nidi e scuole, pochi gli amministratori presenti
E i genitori?
Pochi anche di loro.
crede ci sia attenzione da parte dei genitori?
No, c'è poca  attenzione e c'è anche poca informazione. Questo è parte del problema.
Che temi sono emersi?
Diversi. Le criticità sono tante: certo mancano risorse poi c'è un decreto legge che è in ritardo sui tempi d'approvazione di cui non sappiamo nulla e che preoccupa non poco.
Perché preoccupa?
Il comma all'interno della 107 in cui si spiega del tratto prescolastico, 0-6, è visto da molti come qualcosa da ridiscutere in toto. Certo è mancata una vera discussione, saltando l'iter parlamentare e approdando direttamente al governo.
Lei cosa pensa?
Ci sono dei principi positivi che abbiamo sostenuto da tempo, quali la generalizzazione della scuola dell'infanzia o che i nidi non devono far parte dei servizi a domanda individuale
Per quali contenuti preoccupa?
Che si svalorizzi la scuola d'infanzia e la si renda più vicina ad una servizio. Preoccupa anche che si riconoscono le necessità di investire economie ma non si preoccupano di trovarne.  Direi che questo aspetto preoccupa anche per ciò che sta succedendo nei diversi comuni.
Ad esempio?
A Firenze i pomeriggi delle scuole d'infanzia sono state appaltate al privato sociale stravolgendo l'impianto stesso di scuola. Significa sfaldare il sistema. Significa avere lavoratori di serie A con contratto pubblico al mattino e lavoratori di serie B al pomeriggio con stipendio e tutele inferiori.
Il seminario è stato organizzato da SI Toscana a Sinistra. Cos'è? un nuovo partito? Una nuova corrente contro Renzi?
Non è un partito, è un gruppo consiliare delle regione Toscana. Si è presentato alle scorse elezioni regionali come raggruppamento di forze politiche ed esperienze associative alternative al PD, al proprio interno ci sono forze come SEL, Rifondazione comunista, L'Altra Europa per Tsipras, associazioni, e anche l'esperienza dell'associazione L'Infanzia non si appalta formata dai genitori delle scuole dell'infanzia. Una delle iniziative su cui si muove questo raggruppamento è quello di rilanciare una politica attenta ai servizi pubblici.......  
Quindi la battaglia è avere solo servizi pubblici?
Non ho detto questo. I servizi possono essere anche a gestione non diretta, anche se è importante che la gestione diretta ci sia e sia solida. Nel complesso del sistema ci dovrà essere un governo politico che guidi, con politiche attente alla qualità, al controllo e con contrattazioni per i lavoratori equi. Anche  per i lavoratori del privato sociale. Oggi la politica ha lasciato andare indirizzo e controllo  dando anche a pioggia risorse economiche al privato, non è possibile continuare così.
Il seminario ha dato frutti?
Vogliamo continuare a trovare interlocutaori con cui discutere per portare avanti una discussione politica. Con amministratori, sindacati, i lavoratori del privato sociale oltre a quelli del pubblico...per creare un osservatorio, per tenerci informati, sorvergliare e anche proporre.




   




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