giovedì 14 aprile 2016

Istituzione, scuole a luglio e scelte politiche










Cronaca cittadina. A  luglio la gestione "estiva delle scuole" bolognesi sarà fatta anche dalla IES (istituzione educativa scuola). La notizia rimbalza sui media e qualcuno annuncia"siamo alla guerra". La guerra ipotizzata dai media è tra maestre, amministrazione pubblica e sindacati. Aprire in luglio significa più lavoro per le maestre e significa un serratissimo confronto anche sulle condizioni contrattuali. Ma la questione non è tutta qui. Non si può chiudere entro contorni netti, perché questo scontro è l'ultimo di una serie di conflitti che hanno costellato la nascita e la crescita di Ies. Questo scontro riguarda non solo maestre e sindacati ma tutti i bambini e le famiglie.  I problemi e i conflitti che hanno attraversato la vita di nidi e scuole d'infanzia sono frutto di scelte politica che la giunta Merola ha fatto. 

Luglio: tra esigenze e costi
Oggi a Bologna alcune scuole rimangono aperte con tante diverse attività. Sono gestite da soggetti privati con costi anche molto differenti. Confrontandomi con mamme e amiche, mi pare di capire, che si articolano attività di ogni genere con qualità profondamente variabili. Pare una minestra d'offerte dove la qualità non sembra amministrata con chiari criteri. Un difetto amministrativo e politico, da una parte, ma anche profondamente sociale. Perché tra i tanti genitori, ce ne sono alcuni dispareti che "purchè mi tengano il bambino, tutto va bene!"
Le scelte della IES
La direttrice di Ies Marina Cesari ha annunciato, anche sul nostro blog, che le scuole comunali apriranno a gestione diretta a luglio. Sarà una gestione pubblica che però assomiglierà ad un'offerta privata con un costo di 85 Euro settimanali. I genitori disperati e squattrinati, che non sono esattamente pochi, continueranno a non poterselo permettere. Un'offerta per alcuni ma non per tutti. Ma oltre ai costi e alla gestione problematica del tempo-famiglia, che tra parentesi non riguardano solo il mese di luglio, c'è un'altra questione che riguarda più in generale l'istituzione scuola e che impone riflessioni precise.
Che aria si respira alla Ies? 
Una coraggiosa Costanza Storaci ex collaboratrice nell'istituzione scuola e poi maestra nel privato, in una nostra intervista, fa precise denunce rispetto al modo di lavorare e al clima che si respira in Istituzione. Arriva ad affermare che preferisce lavorare nel privato, con uno stipendio inferiore, che continuare a stare in Istituzione. (Vhe effetto avrebbe fatto ad un sindaco come Dozza? Meglio non rinvangare il passato) A queste parole dense ed emotivamente coinvolgenti, ha risposto la direttrice Marina Cesari fornendo sempre a BoNidi, la sua versione dei fatti. Oggi via fb interviene una nuova voce.
Le parole di una maestra appassionata (così si firma)
"...Il disagio (alla Ies) nasce dai contratti disparati, dal siglare accordi in linea con una politica destinata a disarcionare i lavoratori laddove non si tutelano i dipendenti ed i cittadini. Una scelta certamente poco armonizzata che rende possibile proseguire con successo soltanto grazie alla professionalità, il coraggio, l'attenzione, la preparazione e l'amore per questo lavoro che contraddistingue i suoi dipendenti (e di questo, pur non dichiarandolo, son certa che sia ben cosciente di ciò la nostra giunta pur maltrattandoci sui rotocalchi definendoci 'cattive maestre'!)....".
Politica maestre e bambini
Sebbene nessun lavoratore voglia parlare riguardo a ciò che succede in istituzione, sono tante le informazioni che in questi ultimi mesi ho raccolto a riguardo. La sfiducia tra i lavoratori è ampia e l'umore a terra. Non si tratta solo di contratti o di lavorare una o due settimana a luglio... Tra le affermazioni più moderate e frequenti che ho sentito dal personale c'è: "Questa volta Merola non lo voto di certo!"
Troppi passaggi
Il passaggio di nidi e scuole d'infanzia alla Ies è stato l'ultimo di una serie. Ci sono stati: spostamenti di personale (ricordate quello ad ASP?), c'è stata la modifica dei contratto, la riduzione del rapporto numerico, l'allungamento dell'orario ecc ecc In questi anni i lavoratori hanno subito molto e visto troppi cambiamenti. La Giunta Merola si è preoccupata di gestire in modo efficiente, di far quadrare i conti e i numeri, di mantenere i servizi e di assumere chi di dovere,  ha lavorato con efficienza sotto molti punti di vista, ma non ha tenuto in considerazione che i nidi e le scuole sono fatte da persone... Persone che vanno ascoltate, accolte, gratificate, incentivate e stimolate... La guerra di orari e contratti forse l'hanno vinta, ma sul campo di battaglia non c'è più nessuno.
Servizio pubblico
Il servizio educativo pubblico non è un'azienda, è fatto da noi e per noi, è quel servizio che dovremmo tutti rendere eccellente per i nostri bambini. Il senso di appartenenza che c'era nei nostri servizi, è un malato grave, quel senso di appartenenza, costruito in anni di lavoro da parte di lavoratori, dirigenti, politici e cittadini, è smantellato. Chi farà più le spese di tutto questo saranno i bambini che sentono energia e voglia di fare, senso di appartenenza e qualità non a parole ma a pelle. 

Nessun commento:

Posta un commento