sabato 25 giugno 2016

Il nido rischia la chiusura per intolleranza














Cronaca Bambina Forse chiuderà. Sarà deciso tra qualche giorno, esattamente il 5 luglio, in corte d'appello. A rischiare è il nido e la scuola d'infanzia la locomotiva di Momo di Milano. Un polo educativo 0-6 d'eccellenza che ha vinto premi e avuto tanti riconoscimenti. Un nido bilingue che segue il metodo Reggio Emilia, che vanta molti iscritti, fin dal 1996, e non ha mai risentito della crisi. Questa volta infatti non si chiude per questioni economiche, burocratiche, o politiche, no, questa volta si chiude per fastidio. Il fastidio è quello che i bambini arrecano agli inquilini del palazzo dove La locomotiva si è trasferita qualche anno fa. Quando il nido ha aperto nell'attuale contesto, a piano terra di un palazzo, è subito comparso un cartello nel giardino condominiale, che invitava i "piccoli studenti" a giocare alla larga. 

Le pareti del centro 0-6 sono insonorizzate, i bambini sono attenti a non corrono e a non urlare, eppure non basta. Perché? Lo chiedo a Cinzia D'Alessandro titolare della Locomotiva: "La storia parte da lontano. Mentre facevamo i lavoro per ristrutture i locali, i condomini hanno deliberato, in assemblea straordinaria, di non consentire  l'apertura di un nido nel palazzo. La proprietaria dei locali dove siamo in affitto, ha proceduto immediatamente per vie legali. Il giudice in primo appello ha dato ragione ai condomini. E così il 5 luglio saremo in Corte d'appello". La locomotiva di Momo ha ricevuto il sostegno di moltissime famiglie "Siamo molto noti e apprezzati a Milano. Spero che questa vicenda serva anche ad accendere i riflettori sulla generale mancata attenzione ai bambini che c'è in città" Anche se Milano è appena stata riconosciuta la "città a misura di bambino" secondo la D'Alessandro c'è ancora molto lavoro da fare. 
"Spesso portiamo i bambini in gita, andiamo a visitare musei, mostre o parchi e ciò che vedo è disattenzione e disinteresse. Sul tram dobbiamo chiedere di far sedere i piccoli altrimenti i posti non vengono liberati. Quando arriviamo ai musei siamo tenuti d'occhio dai custodi come una minaccia. E non si tratta solo di questo, ai ristoranti i bambini sono poco tollerati, nei bagni pubblici non esistono toilette per loro... Finché non saranno le istituzioni a percepire i bambini come risorsa, sarà difficile un cambiamento di mentalità".  
La storia del La locomotiva di Momo sembra una favola, per la precisione assomiglia alla storia di Bianca Pitzorno "Clorofilla" dove in un palazzo, per l'appunto di Milano, nel regolamento condominiale si stabilisce che i bambini non sono graditi. Ma purtroppo l'intolleranza, o il razzismo (chiamatela un po' come vi pare) non si confina a Milano ma è diffusa in molti dove. Aerei che volano senza bimbi, pachi gioco confinati con steccati.... e mentre fuori dalle porta di molti ristorante o bar compaiono la ciotola d'acqua per i cani, altri si premurano di scrivere "i bambini sono tollerati se ben educati". Quale sia il confine tra buona educazione e fastidio non ci è dato sapere.

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