giovedì 2 giugno 2016

Infanzia e scuola. Parola al candidato di Coalizione Civica: Federico Martelloni





















Dopo aver ascoltato il candidato del Partito comunista Ermanno Lorenzoni e il candidato Massimo Bugani del M5S, oggi incontriamo Federico Martelloni di Coalizione Civica. Parla fin da subito di futuro e si sbarazza dell'economia dicendo: “Non conosco i conti, quelli chiedeteli al M5S che fanno ragionamenti anche sui centesimi...” Chiude l'incontro con una sferzata diretta all'assessore Pillati che definisce "il peggior assessore della giunta Merola".

Al primo punto del vostro programma elettorale scrivete: cambiare la scuola per cambiare la città. Perché partire dalla scuola?
Perché la scuola è lo strumento più potente per accorciare le disuguaglianze sociali, per integrare, per emancipare, per superare gli stereotipi di genere... Per tutti questi motivi e altri ancora, credo sia necessario partire dalla scuola e aggiungo da una scuola pubblica. In questo discorso comprendo i nidi.
Sempre nel programma scrivete: nidi per tutti. Come?
I nostri nidi sono nati di qualità e inclusivi. Avevano fin da subito un reale progetto educativo, e sono stati uno strumento potentissimo per inserire le donne nel mondo del lavoro, sono sinonimo di sviluppo, vanno difesi e ampliati.
Negli ultimi anni il comune e regione hanno tagliato. Nel 2011 Bologna investiva oltre 127 mln per l'infanzia. Oggi la cifra si è ridotta a 107. Merola ha aperto nuove scuole, e ha chiuso almeno tre nidi. Quindi con che soldi aprirne di nuovi?
Non faccio conti. Non li conosco perché non ho mai amministrato, fino ad ora. Questi conti vada a chiederli al M5S, loro ne fanno tanti di conti, peccato che dopo tre mesi scoprano aver sbagliato tutto. In questo periodo mi sono molto confrontato con molti amministratori locali. Ce ne sono di bravissimi. Continuano a ripetermi che i politici delegano a loro le scelte. La politica si fa così. Servono idee. Non si deve sempre e solo lo sguardo ai conti. Quello è il lavoro degli amministratori con cui poi ci si deve confrontate. Nei nostri intenti c'è un principio cardine: aprire una dura e serratissima guerra contro i vincoli imposti dal patto di stabilità. Non sarà facile
Anche il sindaco di Torino Fassino ha tentato la stessa battaglia. Al governo ora c'è il suo partito e nessuno ha seguito la direzione. Il fallimento ha significato dissesti al bilancio tradotti in una bella tirata di cinghia per i cittadini. Quindi?
Il primo a non seguirlo è stato Merola, che non ha nessuna intenzione di disobbedire all'austerity. Nel frattempo disattende la volontà dei cittadini non ascoltando il risultato conquistato, contro tutto e tutti, espresso dal referendum sui finanziamenti alla scuola paritaria privata.
Le maestre della scuola d'infanzia sono state assunte con un contratto diverso dalle colleghe. Cosa ne pensa?
Due contratti per le stesse mansioni è fonte di frustrazione, comporta diversi trattamenti nella gestione del rapporto di lavoro, soprattutto disparità nell’orario di lavoro ma identiche responsabilità. Le maestre assunte con contratto EE. LL. si sentono giustamente penalizzate: troppe ore frontali non possono garantire qualità per i bambini. Merola si è completamente disinteressato al tema invece di garantire corrette relazioni sindacali: a livello decentrato si deve cercare in tutti i modi un protocollo che accorci le distanze tra i due trattamenti contrattuali, ad es. sulle agibilità sindacali
Scuole d'infanzia aperte a luglio. E' giusto?
Non sono contrario per principio all’ampliamento del modello organizzativo. Ma ci si sta arrivando in maniera pasticciata e autoritaria, che, a volte, rasenta il comportamento antisindacale. Tra gli operatori c’è molto sconforto, che non aiuta a garantire serenità e qualità nello svolgimento dell’attività frontale: occorre tornare a garantire il confronto con il personale.
I servizi estivi possono e devono essere gestiti con personale tutto comunale se solo si riuscisse a coinvolgere e motivare le maestre: oggi sono oltre 150 quelle che hanno fatto domanda per passare allo Stato.
Le scuole pubbliche aperte a luglio, costano circa 80 euro settimanali, come un qualunque privato. Cosa ne pensa?
Penso che, come per gli altri servizi, si devono gestire le tariffe in modo differenziato, nel rispetto delle capacità contributive delle famiglie.
Qual è secondo lei il peggior assessore di questa giunta?
L'assessore alla scuola Marilena Pillati. Essenzialmente per tre motivi. Ha messo una distanza enorme tra lei e i lavoratori, ha lavorato in contrapposizione alla costituzione, mi riferisco all'Art 33 e si è dimostrata poco democratica non rispettando in alcun modo il risultato del referendum.


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