giovedì 10 novembre 2016

Bando nidi e scuole di Rimini: alcune considerazioni











Cronaca cittadina Il comune di Rimini la scorsa settimana ha pubblicato il bando per esternalizzare un nido e 5 scuole d'infanzia, nonostante la procedura sia già in atto, le proteste dei cittadini continuano. E nonostante non ci sia un chiaro e conclamato risparmio economico, rispetto alla gestione diretta, la giunta prosegue per la sua strada. Bando alla mano possiamo fare alcune considerazioni e porci delle domande.

Personale e...
Art. 3.2 Le educatrici e le maestre che oggi lavorano nelle strutture comunali  vantano anni di esperienza sul campo, alcune fino a venti venticinque anni. Nel bando si specifica che le educatrici e le maestre debbano avere almeno 10 mesi d'esperienza, anche non continuative. Per il coordinatore pedagogico si richiedono 12 mesi d'esperienza. Il discorso è invariato per il personale ausiliario.
Ma il pubblico: cosa paga?
L'articolo 15 precisa che il comune oltre a mettere a disposizione la struttura, pagherà le spese di manutenzione ordinaria, straordinaria, le utenze di luce, gas e acqua, si farà carico delle iscrizioni e delle procedure di ammissione e dismissione così per la riscossione delle rette. Si farà carico della spesa di personale per il sostegno per bambini diversamente abili e delle insegnanti per l'insegnamento della religione cattolica.
E il privato cosa paga?
Il soggetto privato pagherà il telefono e la tassa sui rifiuti e materiale danneggiato, in caso ce ne sia.
Oltre all'orario. Quanti incassi?
Art 3. Il soggetto privato potrà organizzare, oltre la fascia oraria  solita, dei servizi aggiuntivi e sperimentali. i servizi potranno essere gratuiti o a carico delle famiglie. Non è richiesto di presentare una tabella delle tariffe e dei servizi in fase di gara. Su questo punto si possono aprire tante congetture e altrettanto domande. Quali servizi si potrebbero offrire? Dei post-pre orario? Feste di compleanno? Feste a tematiche? E a che prezzi? Con quali guadagni per l'affidatario? Così mentre il soggetto privato può organizzare eventi vari ed eventuali, con guadagni che ancora non possiamo prevedere, al comune spetterà di pagare le bollette di luce, gas anche durante questi eventi... 
Dal primo bando al secondo bando
I bandi sono stati due, due a brevissima distanza. Il secondo ha sostituito il primo, cosa del resto abbastanza comune, quel che è interessante notare è che nel secondo bando si sono modificati criteri economici e di finanziamento i criteri tecnici e professionali e i compiti dell'affidatario.Non ci sono variazioni minime ma importanti e come scritto sopra tutte a vantaggio del soggetto affidatario. Infine non è molto chiaro, o almeno non lo è a noi profani in materia di bandi, cosa significhi art 22 in cui si scrive: "Il comune può disporre variazioni al contratto senza un nuova procedura di affidamento.... per servizi supplementari da parte dell'affidatario il cui prezzo non ecceda il 50% del valore del contratto iniziale, servizi che si siano resi necessari e non erano inclusi nell'appalto iniziale...." Quindi il bando potrebbe aumentare di un ulteriore 50% rispetto a quello iniziale e crescere di un altro mln?  

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