martedì 15 novembre 2016

Nidi gratis per tante famiglie














Cronaca Cittadina. Bergamo offre ai suoi cittadini 12 strutture dedicate all'infanzia 0-3 per 515 posti. Di questi 515 posti circa la metà dei bambini non pagheranno la retta, per essere precisi saranno 223 con retta a zero. «Nidi gratis – spiega l’assessore all’Istruzione Loredana Poli – è una misura finanziata dalla Regione, grazie a un fondo statale che non prevedeva vincoli su come utilizzarla. Alcune Regioni hanno preferito aumentare i posti nei nidi, altre, come la Lombardia, hanno voluto offrire un voucher alle famiglie che rispondevano a specifici requisiti per dar loro la possibilità di frequentare gratis il nido».

Partita lo scorso anno la Retta Zero in Lombardia ha avuto un grande successo, molti comuni hanno aderito e molte famiglia hanno potuto contenere i costi per la cura dei bambini. Proprio in Lombardia i servizi educativi avevano raggiunte rette da capogiro, il comune di Lecco era risultato il comune più caro nel panorama nazionale, in uno studio condotto da cittadinanzattiva. E se l'estensione al 33% dell'offerta dei nidi è un miraggio in molte parti d'Italia a Bergamo "siamo già a ridosso 30% di offerta nel segmento 0–3 anni - spiega l'assessore e continua- qui abbiamo anche iniziato un coordinamento pedagogico che abbraccia l’età 0-6 anni, un percorso iniziato quest’anno, ma che in futuro verrà imposto a tutti per legge»
Chi usufruisce dei nidi gratis?
Per accedere al contributo il reddito Isee di riferimento deve essere uguale o inferiore a 20.000 euro. Inoltre è richiesta la residenza in Lombardia per entrambi i genitori e, almeno uno dei due, deve risiedere da almeno 5 anni. Sulla misura la Regione ha previsto 34 milioni. 
Quanti sono i comuni che hanno aderito?
A giugno le richieste erano 210 e 158 erano i comuni che aveva superato gli standar richiesti. Per l'anno prossimo si prevede un sostegno pari a quello di quest'anno, per il futuro nessuno si espone a fare previsioni. Quello che spiazza è che la metà delle famiglie in uno dei comuni, che fino a qualche anno fa era tra i più ricchi d'Italia, abbiano un isee sotto i 20mila euro. Un dato che ci conferma che i maggiori tassi di povertà si concentrano nelle famiglie con bambini piccoli.       

 

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