giovedì 1 dicembre 2016

Nidi tra leggi e bandi: parola a Giuseppina Morolli di Uil











Oggi si pubblica il bando che vede l'esternalizzazione di 5 scuole d'infanzia e un nido a Rimini. Tra qualche giorno, esattamente il 6 dicembre, torneremo a festeggiare la 1044, la legge che istituì tutti i nidi in Italia. Intanto la nostra regione Emilia-Romagna riscrive un'altra legge, quella che regola i servizi 0-3. Insomma ci sono tanti temi vicini e importanti per i nidi. oggi abbiamo incontrato la sindacalista Giuseppina Morolli di UIL che sta seguendo in prima persona la complessa situazione di Rimini e che ha una visione complessiva dello scenario nazionale.

Rimini esternalizza scuole e nidi nonostante l'opposizione cittadina e sindacale. Come vi state muovendo? 
Noi rappresentanti della funzione pubblica di Cisl, Uil e Cgil  abbiamo chiesto e ottenuto un incontrato il Prefetto per discutere la situazione.
Com'è andata?
Ognuno al tavolo è rimasto fermo alla propria posizione.
State valutando uno sciopero?
Vedremo qual'è la posizione dei lavoratori che incontreremo domani.Che altre azioni state portando avanti?
Stiamo valutando la possibilità di aprire un ricorso. Noi di Uil stiamo pensando di indire un referendum per chiedere ai cittadini se effettivamente vogliano questa esternalizzazione.
Durante l'incontro organizzato dal comitato Giù le mani dalle scuole l'Avvocato Urbinati si era espresso in modo critico rispetto al ricorso. Quindi?
Quindi stiamo valutando se c'è la possibilità di ricorrere per mancato rispetto delle relazioni con i sindacati
Per i referendum invece che tempi ci sono?
Lunghi. Probabilmente un anno.
Ha senso un referendum dopo il bando?
Tenga presente che l'anno prossimo si esternalizzeranno solo sei sezioni. Il termine ultimo è al 2019, non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo dare battaglia a questa scelta sempre.
Riccione il comune vicino, nonostante le difficoltà, fa scelte diverse per  nidi e scuole. Quali?
Il sindaco ha scelto di mantenere i servizi in seno al comune. Ha assunto nuovo personale. Sono scelte differenti, perché c'è una visione politica differente.
Nuova legge regionale: cosa ne pensa?
Le nostre maggiori preoccupazioni riguardano la formazione del personale e il rapporto numerico tra educatore e bambino. Ma dobbiamo aspettare e seguire attentamente le direttive per avere una visione chiara.
Sulle diverse contrattazioni che hanno i dipendenti (educatori e collaboratori) del pubblico e del privato avete posto dei paletti?
E' da anni che il nostro sistema in regione è misto ed è anni che cerchiamo di tamponare la situazione. E' molto difficile e i sindacati però in questo momento hanno molte difficoltà.  Abbiamo messo mani nelle legge delle cooperazioni.
Ultima domanda: sulla legge delega 107 che prevede il riconoscimento del tratto 0-6. Cosa ne pensa?
Penso che sia un passaggio importantissimo. Lo stiamo aspettando da tanto tempo. Abbiamo lavorato anche in passato in questa direzione anche con le associazioni. Spero davvero che i nostri governanti riconoscano l'importanza dei servizi e agiscano di conseguenza.
  

    

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