lunedì 6 febbraio 2017

Il valore di un nido: tra bambini e mercato













Basta scorrere la pagina FB di Io Amo gli Asili comunali di Taranto per capire da quanto va avanti il braccio di ferro tra cittadini e amministrazione pubblica. . E' circa un anno che il sindaco Stefàno, pare tentare di eliminare una fastidiosa spesa dal bilancio e dall'altra parte genitori, educatori e cittadini fanno barriera. Fino ad oggi i danni registrati ammontano alla chiusura di 1nido. Chiuso urgentemente per lavori il 2 novembre e non ha ancora riaperto i battenti. Una storia che sembra semplice, ma lo è solo in apparenza, questa vicenda ci fa volgere lo sguardo al passato solo così possiamo immaginare scenari futuri plausibili.
Chiuso urgentemente per lavori. Il due novembre, dopo il ponte dei Santi,  genitori e i bambini si trovano davanti ad un portane chiuso. Con un'ordinanza il nido Del Vasto viene dichiarato inagile per problemi non meglio specificati. I controlli tecnici si sono effettuati in settembre, quando tutte le strutture sono state esaminate, prima della consueta riapertura. Il controllo di settembre ha portato alla chiusura "immediata" il 2 di novembre.
Il nido riaprirà tra 90 giorni
Fonti ufficiali annunciano che il nido riaprirà dopo 90 giorni. I bambini vengono trasferiti all'Istituto Santa Teresa, struttura privata, adibita alla formazione di persone adulte. Il trasferimento porta con sè tutte le conseguenze, immaginabili, non ultima, la mancanza di una cucina interna. Oggi i pasti vengono affidati al catering.
Nessun lavoro è stato avviato
Il 4 febbraio davanti al nido Del Vasto si sono radunati genitori, bambini, educatori, collaboratori e cittadini in protesta e con tante domande. La domanda delle domande è però una: Quando riaprirà il nido? Forse tra 6 mesi. Secondo una determina comunale, datata 19 gennaio, dove nero su bianco si scrive, che il comune verserà un canone d'affitto all'Istituto Santa Teresa per i prossimi 6 mesi. Quindi a luglio. 
I nidi sono una questione politica 
I nidi a Taranto sono stati realizzati intorno agli anni '80 durante il mandato di Giuseppe Cannata. Il 4 febbraio in protesta per la chiusura del nido Del Vasto, c'era anche il nipote di Giuseppe, Angelo Cannata. "Il nido Del Vasto- ci racconta-  si colloca nel centro storico ed è un ex-Omni. Tutti gli altri nidi sono stati realizzati tra il '76 e '83. Allora la città era in forte espansione e si promosse un progetto urbanistico per la città, premiato anche ad Amsterdam." Il progetto aveva il compito di costruire Taranto, che da piccolo porto, si avviava a diventare una grande polo industriale. Nascevano nuovi quartieri, che furono pensati come tanti piccoli centri, dove c'erano servizi pubblici "Per realizzare: biblioteche, scuole, centri per anziani e nidi, si impiegò il 2 per mille del fondo salariale, dei dipendenti della Ital Sider. Era un progetto innovativo e una visione politica che immaginava una città sociale, con servizi pubblici". Oggi con ogni probabilità si sta progettando, in modo altrettanto consapevole, una città con una visione molto diversa. La chiusura dei servizi pubblici e l'abbandono di un certo territorio, sono le premesse per un "risanamento". "Si tratta di un'espulsione centrifuga, un processo ormai visto e consolidato in molti contesti. Il principio segue le logiche di mercato, si impoverisce una zona, così gli stabili e gli immobili si deprezzano. E c'è chi compra a poco, ristrutturare e rivende poi a prezzi molto maggiorati". E' come spesso accade si tratta di una questione economica, avvallata da scelte politiche.  
   

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