lunedì 27 febbraio 2017

Lettera di un papà. Al nido? Prima i bambini più dotati...







Cara BolognaNidi,
ho letto che la Regione Veneto ha approvato una legge che esclude i bambini extracomunitari dai suoi nidi. Forse le cose non sono esattamente così, ma il risultato è proprio questo. (....) Continuo poi a scorrere i giornali e leggo che in diverse città, o forse in alcune regioni, hanno stabilito che solo i bambini vaccinati possono andate al nido.
Sono due casi che hanno fatto un certo clamore e in tanti, almeno tra i genitori che frequentiamo, io e mia moglie, stiamo parlando. Ho ascoltato tante opinioni su entrambi i fatti (...) Alcune opinioni erano aperte e indignate, sopratutto rispetto ai vaccini, altre opinioni erano più nascoste e consenzienti, sopratutto sulla negazione di accesso alle famiglie extracomunitarie (...)
personalmente sono d'accordo con quello che scrivete: si limitano gli accessi perché ci sono pochi posti nido e perché le lunghe liste d'attesa fanno danni ai politici. Manca la volontà di ampliare la platea agli utenti ed è più popolare, e più facile, chiudere agli stranieri o ai non vaccinati, che aprire altri nidi.
Ma se i nidi sono pochi e se non possiamo permetterci di aprirne di nuovi, perché non possiamo trovare altre formule d'accesso? Credo che l'Italia dovrebbe guardare a paesi che sanno fare meglio di noi. In Germania l'accesso alla scuole è determinato da un test che si rivolge ai bambini per valutare le capacità d'apprendimento. A seconda dei risultati si stabilisce se i bambini frequenteranno licei o scuole professionali. (....)
In Giappone ho letto che i genitori farebbero carte false per entrare in un asilo più di un altro. Perché allora non introdurre dei criteri che valutino le capacità dei bambini? Chi va al nido, ho letto ancora e da più esperti, è più facilitato nello studio. (...) Se si accolgono i più meritevoli quelli più portati allo studio, i nostri pochi soldi per il sistema scolastico e dei nidi sarebbero meglio spesi per avviare i più meritevoli verso una carriera scolastica. Così l'accesso si baserebbe sulle competenze e la competitività, fattori con cui tutti dobbiamo fare i conti. 

Alessando V. 

1 commento:

  1. Gentile Alessandro,
    non posso fare a meno di commentare la sua lettera... Era partito bene, un'accurata analisi della situazione, la raccolta di opinioni (più o meno condivisibili) esposta in modo neutro. Ma poi? Cos'è successo?
    Non posso credere che ritenga attuabile e degno di nota il citato "metodo tedesco". Ma secondo lei, quali sono i criteri su cui si può basare un test atto a determinare le capacità d'apprendimento di un bambino di pochi mesi? E soprattutto quali competenze e quale competitività può avere stò bimbo?
    Chiudo affermando con assoluta certezza (spero...) che un mostro del genere ancora non è nato!

    Elena A.

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