giovedì 2 marzo 2017

Scuole all'aperto: una triste storia lunga 100 anni











Era il 1917 quando il sindaco di Pane e Alfabeto, Francesco Zanardi, con l'assessore alla scuola Mario Longhena, hanno creato i primi asili pubblici  e coltivarono, un modello d'istruzione integrata che dalla scuola estendeva la cultura per tutti in molti altri luoghi. 

Sotto le bombe: scuole eccellenti
Cento anni fa si sono avviate le prime scuole all'aperto, le prime mense scolastiche, le prime colonie estive e la prime "scuole per tardivi". Il sistema garantiva a tutti i bimbi, anche a quelli poveri o con problemi d'apprendimento, di imparare, divertirsi all'aperto e mangiare sano. In tempi rapidissimi, in un periodo in cui di soldi ce n'erano davvero pochi e piovevano bombe dal cielo, si costruì la prima scuola all'aperto. Sorgeva in un parco cittadino appena fuori le mure del centro e gli alunni che la frequentavano, per otto ore al giorno, erano "armati" di banchi trasportabili, di coperte di lana, di zoccoli e impermeabili, così da poter trascorrere più tempo possibile all'aperto, per giocare, fare lezione, sperimentare e riposare...
Scuole all'aperto oggi 
Quelle scuole ci sono ancora oggi a Bologna si chiamano Fortuzzi e si collocano negli eleganti giardini Margherita. Ma Bologna da quel tempo è molto cambiata. Oggi le scuole all'aperto sono un sistema avvallato (con timbri e bollini) dal MIUR e comprende 14 scuole, 17 formatori e 4 Università in tutt'Italia. 
Scuola Longhena: scuola all'aperto?
Forse per ironia della sorta la stessa scuola che porta il nome dell'assessore Longhena, non rientra nel circuito delle scuole all'aperto. Anche se sorge in cima ad una bella collina, anche se tutti i bambini sono "armati" di mantelline e  stivalini (al posto degli zoccoli) anche se gli studenti passano tanto tempo fuori... le Longhena non sono scuole all'aperto. I motivi? Sono tanti  e sono troppo cavillosi per scriverli o ricordarli. Si tratta di motivi noiosi e deliranti, fatti di circolari, normative, disimpegno, paura e cattiva politica.
Scuole e cortili 
A Bologna oggi ci sono tante scuole, tante scuole con brutti cortili, spesso in cemento e troppo spesso poco frequentati dai bambini. Un cortile particolare in questi giorni è finito sui giornali locali per una denuncia partita dai genitori. Il poco spazio a disposizione dei bambini è stato destinato a sei posti-auto, posti auto, è bene sottolinearlo, destinato al personale scolastico...
In questa scuola, come del resto in molte altre, non si esce nemmeno tutti i giorni. Solo i bravi bambini escono all'intervallo, e se in classe c'è un monello, tutti stanno in aula. In altre scuole i bambini sono così tanti, e i cortili sono così piccoli, che si esce a turno... oppure capita anche che lo spazio per i piccoli studenti dell'infanzia, sia recintato da una rete metallica, per motivi di sicurezza.
Cosa dicono i bambini?
Qualche anno fa durante un percorso partecipato rivolto alla città i bambini intervistati, in 5 scuole, alla domanda: Come vorresti la tua scuola? Hanno risposto: "La vorremmo colorata con grandi finestre e con spazi all'aperto dove giocare e trascorre del tempo. Una richiesta gentile a cui il sindaco Zanardi e l'assessore Longhena aveva tentato di rispondere quando hanno costruito scuole che "dovevano avere aule ariose, con grandi finestre e ampi spazi per il movimento dei ragazzi..."
Scuole all'aperto e outdoor education
Bologna in questi ultimi anni ha avviato anche il progetto Outdoor education tramite l'Università. Il progetto è rigoroso, prevede laboratori e formazione. E' tutto studiato, teorizzato, con timbri e bollini. Il nome oggi è inglese, il progetto è a pagamento e il tutto è meno spontaneo e poco diffuso. Nella prassi quotidiana gli insegnati tengono i bambini al chiuso anche all'intervallo. Molti genitori si lamentano quando i bambini tornano a casa sporchi, con ginocchia sbucciate o con raffreddore. E tanti dirigenti hanno terrore di possibili denunce su possibili incidenti all'aperto. Delle scuole all'aperto di Zanardi e Longhena rimane un piccolo "circoletto" destinato a pochissimi. Gli altri i cortile rimangono brutti, grigi e spesso vuoti e il motivo come spesso accade è politico.


Nessun commento:

Posta un commento