venerdì 28 aprile 2017

-50 educatori + 50 insegnanti di religione. La doppia beffa


BolognaNidi

 


















Cronaca Bambina  Erano 93 i docenti necessari alla copertura di tutte le scuole comunali della città. E il Campidoglio,  a gennaio scorso, pareva non intenzionato a stipulare il contratto a 41 insegnanti. che non potevano veder riconfermato l'incarico, su espresso divieto dalla normativa europea. Sull'agenzia Ansa, sempre lo scorso gennaio, il responsabile dell’Ufficio per la Pastorale scolastica e l’insegnamento della religione don Filippo Morlacchi spiegava «A noi sta certo a cuore il servizio Insegnamento religione cattolica, ma per un principio non sono disposto a mandare per strada chi ha eseguito fedelmente il servizio per due, tre, quindici anni anni, speriamo solo si arrivi in tempi rapidi ad una soluzione.»  E la soluzione arriva Arriva il 7 aprile tramite la delibera n 53 di giunta che potete leggere qui. Nel documento si allega anche una tabella, dove si evince che non si assumono 50 educatori di nido e si assumono 50 maestri di religione a tempo indeterminato. 


Ma cosa accadrà nei nidi?Lo abbiamo chiesto a Roberto Betti dei sindacati generale di Base che con estrema pacatezza ci spiega "Per natura non sono portato alla drammatizzazione. 50 educatori di meno, sono 50 contratti in meno e alla fine credo che si favoriranno i nidi convenzione". Perché i convenzionati? "Perché da una parte le domande d'iscrizione sono diminuite (per gli aumenti delle rette) dall'altra parte, ci sono tante strutture pubbliche che abbisognano ristrutturazioni edilizie...con personale in meno e bambini in meno...Credo siano plausibili le chiusure di strutture pubbliche e il conseguente favoreggiamento dei convenzionati". Ma la delibera di Giunta secondo Betti presenta anche anomalie "Nella premessa si citano due sentenze della corte di cassazione, sentenze che dovrebbero dimostrare la necessità di stabilizzare gli insegnati. Una non si trova online, mentre l'altra (che potete legge (qui) non parla espressamente della necessità di stabilizzare i docenti, ma della necessità di dare l'incarico, e lo stipendio, dall'inizio dell'anno, quindi a settembre, e non dopo, com'è successo all'insegnate che fa ricorso. Si tenta di confondere le acque". 

Religione a scuola? Parola allo Uaar 
Abbiamo chiesto anche al Responsabile scuola dello UAAR, Roberto Grendene cosa pensa della vicenda "A noi risulta che da anni, dalla Riforma Moratti, le graduatorie statali per le assunzioni a tempo indeterminato siano chiuse e non più rinnovate. Sono circa 13mila le assunzioni stabili, su un organico complessivo di 23mila insegnanti. La volontà di assumere a tempo indeterminato è tutta politica. Per una materia facoltativa, il cui incarico viene rinnovato, di anno, in anno, un contratto a termine, ci pareva più che tollerabile. Ma evidentemente si è preferito tagliare sulle educatrici di nido. Ci tengo a sottolineare che se la Curia, per qualunque motivo, non confermasse l'incarico al docente la spesa dello stipendio, sarebbe tutta sulle spalle dell'Ente pubblico. Siamo di fronte ad una doppia beffa"
 
Ma il docente di religione: chi lo paga?
Normalmente è pagato dallo Stato, che dedica, secondo i dati dello Uaar, una cifra di circa 1,25 mln annui. Il selezionamento per i tempi indeterminati  è avvenuto secondo concorso statale (non più rinnovato) e su scelta condivisa con la Curia. Per i tempi determinati gli incarichi sono scelti e nominati direttamente dal clero. Nel caso delle scuole paritarie, quindi scuole private e comunali, la spesa spetta al gestore. I comuni hanno la facoltà di scegliere se attuare la concordato stipulato nel '84, che prevede l'insegnamento della religione nelle scuole ma non obbligatoriamente. Insomma la giunta di Virginia Raggi ha scelto di investire sugli insegnati di religione e tagliare sui già esausti nidi d'infanzia, di cui torneremo a parlare presto, concluse le graduatorie.


















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