giovedì 6 aprile 2017

Nidi a Bologna e i saldi dei privati...

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Cronaca cittadina. “Grazie ad un accordo sperimentale tra il Comune di Bologna e i Gestori dei Nidi privati per il prossimo anno educativo le rette sostenute dalle famiglie residenti a Bologna saranno agevolate” Si legge sul sito del nido privato Nonna Elide di Bologna. Ancora non c'è nulla di fermo, i giochi sono ancora tutti aperti. Al momento abbiamo un annuncio online, che fa l'occhiolino, alle tante famiglie che in questi giorni stanno scegliendo a che nido iscrivere il bebè, un ampio articolo di Repubblica e le dichiarazioni raccolte da  Radio CittàdelCapo “Il Comune- spiegano al telefono i responsabili – ha deciso di tagliare le rette di 300 euro ma deve affrettarsi perché c’è già chi sta prenotando e di posti ne restano pochi. Le conviene fissare subito un colloquio”.

Raggiungo al telefono Alberto Alberani Presidente LegaCoop per la regione ER "Difficile capire oggi come le cose cambieranno, ma siamo preoccupati".  Ad Alberani chiedo se questa modifica sia in relazione con la nuova legge regionale, che di fatto cambia il sistema gestionale dei nidi. "Sulla legge abbiamo iniziato a ragionarci congiuntamente da circa due settimane. Dovremmo terminare con i lavori a giugno. Nell'orizzonte nazionale si profila un altro grande cambiamento, i decreti attuativi della 107. Forse pronti già da venerdì. Ma al di la dell'inquadramento nazionale e regionale, i comuni hanno autonomia di scelta rispetto a scelte di questo tipo."
Come cambia il sistema?
Rispetto alle tante famiglie oggi in difficoltà a pagare una retta privata completa, tra gli 800 e i 1000 Euro mensili, il comune pare abbia scelto di dare un rimborso di circa 300 euro. Tanto per rendere equivalente la retta massima del pubblico e quelle del privato. Che si dividano nei fatti bambini ricchi in nidi privati, in quartieri bene, magari dalle strutture belle e nuove e bambini poveri nei nidi comunali, è un problema molto concreto,  su cui ragionare attentamente perché ne va della qualità educativa offerta. Ma non si tratta solo di questo. Le domande rispetto ad una modifica del genere sono moltissime. Per primo ci chiediamo dove finirebbe il sistema convenzionato che tante volte Bologna ha portato avanti come esempio di massima  qualità? Perché mettere sullo stesso piano nidi accreditati e nidi in convenzione? Con un vantaggio per chi? Quali criteri qualitativi verranno garantiti in questo nuovo sistema?  Così facendo, si cancelleranno i bandi per l'affido si darà un assegno e basta? 
La guerra tra poveri
Dalla Bologna di Merola, alla Roma del sindaco Raggi, pare esserci un filo conduttore. In entrambe le città si apre una guerra sulla gestione dei servizi. Se a Roma si è aperta una guerra tra nidi a gestione diretta e indiretta, per favorire i pubblici (?) a Bologna la guerra è tra nidi  in convenzione e nidi privati, con un concorrenza che già parte sleale, basti vedere il sito di Nonna Elide che annuncia sconti, prima di una delibera di giunta.

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