lunedì 8 maggio 2017

Nidi famiglia cosa sono? Parola a Katiuscia Levi

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Scarabocchiando è un progetto partito a Fiumicino nel 2006 su impulso di Katiuscia Levi. Oggi l’attività conta 200 nidi casa «Una cifra a cui stento a credere io stessa» ci dice con estrema semplicità la Levi. La sua è una storia straordinaria e al contempo molto semplice. Parte da una difficoltà personale che unita alle difficoltà quotidiane di tanti genitori è esplosa come una felice soluzione alternativa. Quando i nidi mancano, quando essere madre diventa un handicap, qualcosa di alternativo emerge e si fa spazio anche tra le diffidenze.

Com’è partita la sua impresa?
Facevo sostengo ai bambini disabili in una scuola d’infanzia per una cooperativa. Quando sono rientrata al lavoro dopo la gravidanza, non avevo più le stesse mansioni e mi avevano trasferita in una scuola lontana. Erano tante le difficoltà organizzative a cui dovevo far fronte e con 4 figli diventava impossibile conciliare il tutto. Così ho pensato di fare la babysitter a casa. Non avevo problemi a trovare contatti, qui mi conoscono tutti e stimano il mio lavoro. Ho iniziato ad accogliere bambini, senza troppi programmi futuri.
E poi?
Poi ho capito che lavorare così era difficile e non poteva garantire la qualità che avrei voluto offrire ai bambini. Una mamma mi parlò della tagesmutter, e mi chiese come poteva fare ad organizzarci per seguire questo modello. Ci attivammo presso gli sportelli pubblici che però conoscevano poco la materia finché non approdammo in Trentino.
E a quel punto?
A quel punto aprimmo i primi nidi casa e poi fu un successo incredibile, non ci possa credere nemmeno io ma oggi sono 200 in tutt’Italia .
Secondo lei perché tanto successo?
Perché lavoriamo con uno staff molto preparato. Non si tratta più di aprire un nido in casa in perfetta solitudine, offriamo formazione continua con pedagogisti, sostegno psicologico e un controllo rigoroso. Ogni 15-20 giorni a sorpresa, usciamo a verificare che tutto proceda e trascorriamo un giorno al nido.
Ci racconta una giornata tipo?
Si accolgono i bimbi fino alle 10 circa. Cercando per quanto possibile, di venire incontro alle esigenze dei genitori. Alle 10 si serve la merenda mattutina, a seguire facciamo l’attività didattica, fino alle 11, massimo 11,15. A quest’età il tempo d’attenzione è limitato.
Che tipo di attività svolgete?
Manipolazione, attività motorie, canto e musica con il metodo Gordon... Tutto dipende dai nidi e dalle esigenze. Per intenderci non facciamo fare schede prestampate o cose simili, offriamo attività educative.
E dopo le attività?
Si serve il pranzo che si consuma in cucina, se possibile, altrimenti si attrezza in salotto. I bambini sono coinvolti nella preparazione del pasto, fanno piccole attività come apparecchiare, asciugare le stoviglie... Lavoriamo molto sulle autonomie. In questo momento della giornata sono presenti due adulti.
E dopo la pappa?
Dopo la pappa un po’ di gioco libero e poi nanna, fino alle 15,30. E come dormono! Una volta svegli si fa merenda e poi arrivano i genitori.
Anche la nanna si fa in sala?
Se non c’è uno spazio apposito, si, con lettini o materassini.
Perché lavorare in casa?
Intanto per conciliare i tempi di lavoro e famiglia. C’è chi gestisce un nido casa e ha figli. L’ho fatto anch’io, i bambini crescono con altri bambini e imparano tanto, nel mentre si riesce a guadagnare.
Con la gelosia come va?
Non c’è preparazione che regga, è dura! Ma poi passa, l’importante è essere consapevoli. Personalmente ho sempre coinvolto i mie figli, spiegando loro tutto, con la massima serenità. Alla fine è andata bene, meglio di quel che sarei mai immaginata. Spesso siamo noi adulti ad essere in difficoltà, i bambini hanno risorse straordinarie. Le mie figlie ad un certo punto hanno voluto condividere i giochi personali, che avevo riposto in camera loro, con gli altri bambini. E’ stata una grande conquista.
L’ambiente casalingo ha particolari vantaggi e svantaggi?
Direi di si. Con nulla togliere ai nidi tradizionali, da cui abbiamo imparato tantissimo, l’ambiente casalingo e il gruppo più piccolo (al massimo accogliamo 7, 8 bimbi) consente un inserimento più morbido, meno traumatico.
Cosa fa la differenza di Scarabocchiando da tante altre tagesmutter?
Intanto è bene precisare che non siamo un franchising ma una sorta di grande famiglia. Offrire attenzione continua a chi gestisce i nidi, si è dimostrata una strategia vincente. E qui veniamo ai punti critici del lavorare in casa: può essere frustrante. L’ho provato sulla mia pelle, si deve lavorare sulle persone, per stimolarle, coinvolgerle e non farle sentire sole. E’ l’unico modo per evitare situazioni di stress e sfiducia.
Cosa pensa delle telecamere nei nidi?
Se servono a far sentire meglio i genitori allora ben vengano. Ma credo che il rapporto si debba basare sulla fiducia e il dialogo. Duecento nidi sono tanti e la paura che si verifichino situazioni di stress e burnout, ce l’ho anch’io e la tengo ben presente. Lavorare in gruppo è la via più giusta.
Quanto costa una retta ad un nido famiglia?
Costa in modo differente da nido a nido e sopratutto da territorio a territorio. A Bologna che è il mercato piuttosto caro e la retta si aggira attorno ai 500 euro, seguono i nidi della Lombardia, che si aggirano attorno ai 450, nelle Marche e nel Lazio siamo attorno ai 300 euro, in Sicilia calano a 200.
Ogni regione ha le sue regole. Come vi trovate in questo sistema?
Ci sono differenze profondissime e ingiustificabili. Se l’Emilia Romagna ci ha riconosciute, ci ha tutelati e ci ha dato precise regole entro cui muoverci, ci sono altre realtà, come il Lazio, dove aprono nidi casa come funghi, senza troppe regole, dove si accolgono fino a 12 bambini. Ci vorrebbero davvero criteri più severi e controlli più serrati anche da parte delle istituzioni, per offrire qualità e offrire un servizio ottimale per i bambini.

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