venerdì 23 giugno 2017

Il passaggio tra nido e scuola d'infanzia

BolognaNidi











Parole e pensieri... E' vero ogni volta che scrivo di scuola d'infanzia le parole che uso si fanno pesanti. Lo so. E quando un lettore mi scrive che sono poco obbiettiva e do giudizi troppo severi, non posso che sentirmi colpita ma anche stimolata. Oggi pubblico l'ultimo post prima della chiusura estiva e vorrei intavolare una riflessione aperta.

La mia esperienza personale è stata istruttiva. Parto da qui consapevole dei tanti limiti che una singola esperienza possa comportare, ma spero di portare esempi concreti su cui riflettere. Ho amato fin da subito i nidi perché mi hanno salvata in un momento molto complesso della mia vita affettiva e professionale. Hanno accolto me e tutta la mia famiglia. Hanno educato le mie bambine e noi genitori alle prime armi. Amo i nidi che hanno confortato tutta la famiglia in modo umano e sempre con tanta discrezione. Non ho mai avvertito un giudizio negativo nei nostri confronti, mai un rimprovero se arrivavamo in ritardo, con facce stanche e segnate dalla mancanza di sonno. Al massimo c'era una pacca sulla spalla e un "Vedrai che prima o poi passerà!" Le parole erano sempre positive, protese verso la fiducia, verso un nuovo stimolo anche quando c'era da discutere di problemi. E' stata un'esperienza che porto nel cuore ancora oggi dopo dieci anni. Un'esperienza che ha cresciuto in modo robusto le mie figlie. Un'esperienza che mi ha aperto il mondo. Da "genitore singola" sono diventa un genitore tra tanti genitori, prima come rappresentante del comitato di gestione, poi come blogger. Si è trattato di un'esperienza stimolante che continua a stimolarmi.
Il passaggio tra nido e scuola è stato brusco.
All'ingresso della nostra scuola c'era una collaboratrice con la faccia imbronciata che stava sotto l'orologio (con lancette sempre un po' avanti). Se arrivavamo in ritardo la "ramanzina" la faceva a noi genitori e anche alle bambine. Mia figlia ricorda ancora una scenata per un ritardo di due minuti (e non scrivo due, tanto per dire). I genitori erano percepiti come estranei da tenere alla larga, possibilmente all'oscuro da eventuali problemi. Ma i problemi vengono inevitabilmente a galla e la fiducia verso insegnanti, che hanno nascosto fatti o camuffato avvenimenti, va a farsi benedire. Potrei raccontare episodi davvero imbarazzanti... insegnati poco motivati, poco attenti e poco preparati. Tra i tanti che abbiamo passato in rassegna (sei in un anno!) ce ne sono stati anche di molto bravi. Anche quelli le mie figlie li ricordano, fortunatamente. Questo che scrivo è la mia esperienza personale e non può essere generalizzata. Ma nel confronto e continuo con migliaia di genitori, le testimonianze che ho accumulato da Palermo a Milano, sono quasi sempre le stesse: "benissimo al nido!" "Così, così (o male) alla scuola".
Il passaggio tra nido e scuola è complesso e difficile da gestire. Non si tratta di maestre "cattive" ed educatrici "brave". La cosa non è così semplice e non si risolve con buoni e cattivi. I perché credo siano da ricercare negli intenti. I nidi sono nati come servizi sociali accolgono e aiutano tutta la famiglia. Le scuole, no, almeno non quelle di oggi. Le scuole hanno maestre che istruiscono. I nidi educatrici che educano. A scuola una maestra ha 25, 26, a volte 28 bambini. E spesso per mantenere "ordine" in classe i bambini si tengono al tavolo a fare "lavoretti" seduti al banco.
Le collaboratrici a scuola devono correre da una sezione all'altra per controllare, monitorare, reprimere nei momenti in cui la maestra non è presente. Al nido le collaboratrici curano, cucinano, puliscono fanno un lavoro intimo, affettuoso...
Le mie sono pur sempre generalizzazioni. Ogni scuola e nido lavora diversamente da regione a regione, e da struttura a struttura. E' pacifico poi che ci sono scuole straordinarie (anche senza banchi) dove si fanno attività di grande qualità, o che ci siano nidi mediocri. Ma la distanza che esiste tra nidi e scuola è tanta e andrebbe ricucita con estrema attenzione e tante economie in più. Nella ri-progettazione del modello 0-6 la scuola d'infanzia dovrebbe lavorare verso una maggiore apertura al mondo e i nidi, come ho già avuto modo di scrivere, dovrebbero essere presi a modello sopratutto nella loro incredibile capacità di accogliere le famiglie.

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