venerdì 9 giugno 2017

Lettera (immaginata) di un bambino povero


BolognaNidi











Gentili Onorevoli, 

Io e mio fratello siamo bambini poveri. Ho deciso di scrivervi per raccontarvi con parole semplici cosa vorremmo per crescere con un po’ di speranza in più. Mi sono fatto aiutare a scrivere questa lettera anche da alcuni “grandi” che mi hanno fornito tante informazioni.
Io sono Salvatore, ho dieci anni e il mio ultimo fratello Vincenzo ne ha solo uno. Da quest’anno torneremo poveri come prima perché il nido sotto casa è chiuso. La mamma ha perso il lavoro e dovrà badare a mio fratello tutto il giorno.
Mi hanno spiegato che da poco avete approvato una legge che riconosce i nidi come il primo tratto educativo nella vita di un bambino, ma il nido sotto casa chiude lo stesso. Mi hanno spiegato che tanti studiosi di tutto il mondo, scrivono che i nidi sono buoni posti per educare ed integrare i bambini, anche per quelli poveri come noi, che siamo in tanti, 1 mln, in tutto il paese.

Voglio spiegarvi perché per noi i nidi e scuole sono posti buoni dove stare.

Durante il giorno possiamo stare al caldo e mangiare bene. Possiamo andare in giardino a giocare e possiamo anche riposare quando occorre. Le mamme possono lavorare e noi possiamo comprare stare un po più sereni in casa. Ma chissà perché di nidi ce ne sono pochi e quello sotto casa chiude. Chissà perché qui al sud, dove ce ne sarebbe più bisogno, ce ne sono ancora meno.

Al sud io e mio fratello siamo poveri tre volte: perché la mamma non ha lavoro, perché fuori casa non c’è nulla, non un nido, non una biblioteche e infine perché in strada ci sono persone cattive che cercano di attirarci nei loro giochi pericolosi.

Anche l’Europa ci ha fatto un po’ di elemosina, a noi poveri del sud, per costruire nuovi nidi.
E i nidi hanno aperto, delle volte, ma finite le elemosine hanno anche chiuso!

E così visto come gestite i soldi, l’approvazione della nuova legge, non ci rende più tranquilli.
I sacrifici noi bambini poveri ne facciamo tanti: abbiamo rinunciato alle scarpe, alla carne, ai libri, allo sport…. ma il nido sotto casa è chiuso.

Voi Onorevoli avete raccolto (anche con le tasse nostre) tanti soldi per ridarci qualcosa ai noi bambini poveri. Ma chissà perché quei soldi non sono andati a noi, non al nido, ma alle fondazioni. Saranno loro a scegliere come e dove spenderli, perché loro sanno come fare.

In Parlamento avete organizzato una commissione d’infanzia, per parlare e far rispettare i nostri diritti di bambini. Ci sono 38 deputati. La presidente attuale è l’Onorevole Brambilla conosciuta per le sue minigonne e per essere la più assenteista dell’intero parlamento. Nella stessa commissione c’è l’Onorevole Razzi ma è meglio tacere per quali motivi sia conosciuto.

Per capire noi bambini, voi Onorevoli, incontrate tante persone esperte. Parlate anche di noi poveri, ma a noi bambini, e a noi bambini poveri, non ci avete mai inviato a parlare.
Preferite chiedere alle fondazioni cosa ci serva.

Sono passati 50 anni da quando Don Milani e i suoi ragazzi hanno pubblicato Lettera ad una professoressa. La maestre ce l’ha fatto leggere a scuola e ci ha spiegato che sono cambiate tante cose. Ma non siamo cambiati noi poveri, che diamo ai ricchi, per non ricevere nulla in cambio.
Sono cambiate le scuole, i lavori... anche l’ignoranza è cambiata, ma non è cambiata un concetto espresso molto bene nel libro: nessun ricco può portare avanti gli interessi dei poveri.
Siamo solo noi a poterlo fare. Vogliamo parlare ed essere ascoltati. Vogliamo nidi e scuole per tutti e sopratutto per noi chi non abbiamo nulla!

3 commenti:

  1. Ma dov'è la gente? Dove sono i cosiddetti politici che sostengono il bene comune? Ma parlare in questo modo son tutti capaci, ma sappiamo bene a chi son finiti i finanziamenti europei e statali soprattutto al sud e dentro ci stanno sia grandi che piccoli accaparratori che hanno millantato crediti di " buona gestione"per il bene del paese! Il nostro grande male è l'ignoranza che impedisce di capire i complessi meccanismi sociali e riporta il popolino con lo smartphone in tasca, ad una nuova schiavitù. Quindi è verissimo che servono nidi, scuole d' infanzia e una una scuola davvero formativa...ma dov'è la gente che ci crede e che riempie le piazze per rivendicare il diritto di tutti i bambini e di tutti i ragazzi a capire il mondo e a difenderlo dai parassiti? So di dire cose da taluni definite "scontate" ma attenzione non è populismo, insieme ce la potremmo ancora fare a cambiare rotta. Odio gli indifferenti...diceva un caro amico morto proprio 80 anni fa...

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  2. A giorni pubblicheremo un report giornalistico sui fondi PAC. Soldi pubblici andati al sud per aprire nidi. Un buon esempio di come funziona la politica del bene comune.

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  3. Il caro amico morto 80 anni fa, ci ha lasciato tante cose in eredità, compreso il quotidiano L'unità. morto di morte naturale dopo anni di agonia...

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