martedì 29 maggio 2018

Fa.r.e: per creare comunità educanti in giro per l'Italia










 





Cronaca Bambina “Vuole realizzare un grande sogno: creare comunità educanti, al cui centro siano le famiglie e i genitori, che portino a ripensare insieme le politiche educative per l’infanzia”. Spiega Raffaella Curioni, assessore all’Educazione del Comune di Reggio Emilia. Si chiama Fa.Ce parte della Fondazione Reggio Children che è capofila di questo progetto e che coinvolge sul territorio nazionale numerose scuole, associazioni del terzo settore, ma anche il Comune con l’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia.



Il sistema educativo reggiano farà scuola portando in altri contesti le sue peculiarità che si basano sulla partecipazione, la rigenerazione urbana e i progetti di comunità e dare l’avvio alle attività volte a favorire la nascita di consigli territoriali per sviluppare percorsi partecipativi per la definizione delle politiche e dei servizi locali per la prima infanzia.



FA.C.E chi, cosa, dove e quando?
Si è avviato ieri al Centro Internazionale Loris Malaguzzi il progetto FA.C.E. (Farsi Comunità Educanti). Il capofila è la Fondazione Reggio Children, finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini. Il progetto, che avrà una durata triennale e si svolgerà nelle città di Reggio Emilia, Napoli, Palermo e Teramo. Si propone di potenziare l’accesso ai servizi educativi e di cura dei bambini di età 0/6 anni attraverso la promozione della partecipazione delle famiglie a partendo da chi vive in condizione di marginalità socio-economica. L’obiettivo finale sarà invece quello di creare le condizioni per la costituzione di comunità educanti che portino ad una ridefinizione delle politiche educative nei territori coinvolti.
Problematiche territoriali
Le problematiche sono molto diverse fra loro. Se a Teramo si fanno i conti con le conseguenze del terremoto, a Napoli ci sono problematiche legate alla criminalità e all’abbandono scolastico. A Palermo si soffre della mancanza di servizi educativi per la fascia 0/3 anni. Infine Reggio Emiliasta affrontando le sfide che l’intercultura propone. Il progetto vuole proporre percorsi che sostengano le qualità specifiche di ogni territorio. Come? Mediante percorsi partecipativi che includano i servizi territoriali e di cura quali Servizi Sociali, Servizi Sanitari e Ambulatori pediatrici pubblici. In ogni territorio verrà proposto uno o più interventi pilota.
Prima infanzia e Con I Bambini
Il progetto è stato presentato in risposta al bando Prima Infanzia promosso dall’impresa sociale Con I bambini, una società senza scopo di lucro che ha per oggetto l’attuazione dei programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, previsti dal Protocollo d’Intesa stipulato il 29 aprile 2016 tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Presidente di Acri, l’associazione delle Fondazioni.


Fa.R.E i soggetti
Oltre ai partner di progetto come Amref, Enel Cuore Onlus, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, ogni territorio coinvolto, per raggiungere gli scopi progettuali, ha strutturato un partenariato locale composto da amministrazione comunale, istituto comprensivo/scolastico, uno o più soggetti del terzo settore che abbiano già collaborato con comune/scuola, in particolare nel coinvolgimento dei genitori.

Fonte Sassuolo 2000


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