domenica 10 giugno 2018

Cisl lancia l'appello: più nidi gratis








 



Cronaca Bambina Nidi gratis? Si, grazie: i nidi gratis promossi in regione Lombardia ormai da qualche anno sono talmente funzionali che Cisl Lombardia ne chiede di più. Lo fa durante il festival dello sviluppo sostenibile e richiede di aprire un tavolo di confronto tra Regione, Anci, associazioni e sindacati.

Cisl Lombardia chiede di ampliare l’accesso

Ampliare l’accesso alla misura Nidi gratis alle famiglie con Isee oltre la soglia dei 20mila euro, introducendo nuove forme di compartecipazione alla spesa in base alle condizioni economiche e patrimoniali. E’ questa la proposta che Cisl Lombardia fa durante il convegno Life in balance. Ampliare l’accesso, ridurre le rette è un modo concreto per sostenere la conciliazione famiglia-lavoro e favorire l’occupazione delle donne . Il convegno si è svolto in occasione del Festival per lo sviluppo sostenibile 2018 promosso da Asvis.

Lombardia in numeri

In Lombardia, secondo i dati Istat, solo il 12% dei bambini tra 0 e 2 anni frequenta l’asilo nido e solo il 15% utilizza servizi per l’infanziaPaola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia sottolinea anche che “il differenziale tra occupazione femminile e maschile in regione è pari a 15 punti percentuali. Le donne sono ancorate al 60% . Se vogliamo favorire la riduzione di questo gap occorre rafforzare i servizi che supportano le donne nella conciliazione lavoro-famiglia”. “Affinché la ripresa sia sostenibile – aggiunge – si deve investire nelle politiche di conciliazione come leva strategica per contrastare il rischio di vulnerabilità economica delle famiglie e favorire il rafforzamento e la qualificazione dei servizi di welfare”.

Un tavolo in regione

Il sindacato chiede così di avviare un tavolo di confronto regionale tra assessorato, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali ed Anci. “E’ necessario – conclude Gilardoni – sostenere modelli di rete sul territorio partecipati da istituzioni, dalle rappresentanze del partenariato economico e sociale, dal terzo settore, dalle organizzazioni sindacali. In una logica che punta a valorizzare e favorire l’aggregazione della domanda, ma anche dell’offerta dei servizi”.



Fonte SetteGiorni

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