Intervista a... Terza intervista: oggi incontriamo Cristina Zamboni per il Adi. Lei è insegnante alla scuola d'infanzia e ha una visione molto precisa della situazione. Anche nelle sue dichiarazioni non manca una stoccata ai sindacati confederali.
Quale la priorità dei nidi e delle scuole d’infanzia per Adi ?
Certamente l’omogenizzazione dei contratti per le insegnanti che
operano nella scuola d’infanzia. Le maestre hanno bisogno del
contratto scuola e non un "contratto enti locali". Il fatto è che su
questo punto c’è molta confusione, ma noi di ADI siamo fermi. Si può intervenire e sarebbe doveroso farlo quanto
prima. Purtroppo questa amministrazione sta mal interpretando
la legge 107, la cosi detta buona scuola, e il decreto attuativo n. 65 sullo ZeroSei.
Mal interpretando
perché?
Il concetto da recepire è uno: la legge nazionale chiarisce e
stabilisce che i nidi d’infanzia si avvicinano al sistema
scolastico. Non a caso oggi i nidi sono stati posti sotto la tutela
del MIUR (ministero della pubblica istruzione). Questo è quello che
ci dice lo Stato. La pubblica amministrazione locale invece si
allontana da questa scelta e direttiva, che è legge, e opera in senso
totalmente opposto: porta la scuola d’infanzia più lontana dal
sistema scuola e più vicino all’assistenza. Qui non si tratta di
contrapporre i sistemi: nidi di serie B e scuole di serie A, sia
chiaro, si tratta molto semplicemente di avvicinare i nidi alla
scuola e le educatrici alle insegnati. Non il contrario. Con
l’introduzione del nuovo contratto a scuola si è aperta una guerra
tra i poveri, una guerra tra colleghe.
Sono altri i temi su cui si dovrebbe lavorare.
Ad esempio?
Ad esempio lavorare affinché insegnanti ed educatori possano
aspirare a diventare pedagogisti. Trovare dei sistemi per dare valore
all’esperienza dei lavoratori. I collaboratori dovrebbero
essere valorizzati maggiormente ed essere considerati assistenti all’educazione.
Il loro ruolo nelle scuole e nei nidi è importante va valorizzato.
Per le maestre di sono due contratti
diversi ma sono tutti assunti…
Tutti assunti ma chi lavora con il nuovo contratto fa orari assurdi.
Due giorni la settimana sette ore, in alcuni casi otto, frontali con
i bambini sono massacranti e non consentono qualità. Lavorare a
luglio non è ammissibile. Il calendario scolastico dice che le
scuole chiudono al 30 giungo. Perché le maestre che hanno un preciso
profilo professionale, dovrebbero fare le animatrici? Non è il loro
lavoro! L’animatore ha una professionalità diversa da quella del
maestro non c’è dubbio. Eppure si chiede anche questo alle
maestre.
Elette per...
Un reale confronto. Su questi temi, come per altri, manca un vero confronto
anche tra noi rsu. E’ due anni che non viene convocata l’assemblea,
sempre con scuse futili e questa mancanza di democraticità si
respira a pieni polmoni.