Cara BolognaNidi,
Mi presento sono Viviana una pedagogista di cinquanta anni impegnata nel mondo dell'infanzia da quasi trent'anni con nel cassetto un sogno, parlare di street pedagogia, di cura dell'altro partendo direttamente dall’esperienza nei servizi, usando la voce di chi li popola e li rende unici.
Saper ascoltare il vissuto interno di chi ci cresce dentro permette al mondo educante di rendere la pedagogia un percorso, una strada da intraprendere per dare atto a cambiamenti o a consolidare sguardi.
Cercare di lasciare traccia di un modo diverso di educare partendo dal fare declinato al conosciuto e non sempre viceversa, come se la pedagogia fosse solo sapere e non umanità. Soprattutto oggi in questo mondo che sanguina perdendo energia umana, che non si cura perché l'unica medicina è l'ubbidienza.
Abbiamo bisogno di educare nel confronto, di educatori motivati e non servi del sistema che sposa disciplina e silenzio. Non si tratta di fare un compito scolastico come ci impone la conoscenza quella la nostra storia pedagogica è eccellente si tratta di portare sguardo, consapevolezza educativo, istinto e passione. Coraggio di scegliere chi vuoi essere e soprattutto come lo vuoi fare.
È stato così difficile crescere dentro una certa sensibilità, fin da piccolo il tuo ruolo è stare al fianco delle persone ma quel senso di dovere non sempre sta dentro ad ogni corpo senza devastarlo perché il bene sostiene l'altro è affonda te stesso.
Ce l'hai dentro non lo sai comandare perché non è razionale è modo di essere.
Voglio scrivere di una nuova pedagogia che parta dalle persone e non dalle teorie, questo non per fare saccenza ma per fare della esperienza vissuta la cosiddetta pedagogia di strada.
Quella che impari vedendo, confrontandoti, studiando, verificando che il tuo fare sia declinato a quello specifico essere umano.
Invece ultimamente il fare pedagogico è diventato un copia incolla. Un devo assomigliare per non restare indietro ma devo anche essere migliore per spiccare mentre invece è fondamentale essere se stessi.
Appoggiarsi al fare nel confronto prendendo spunti e lanciando idee che diventano carte vincenti nello scrivere la storia di un servizio.
Durante i miei corsi di formazione respiro il bisogno educativo di gridare alla libertà educativa e il mio stare nella formazione non deve essere vista come pedagogia della verità ma come pedagogia del benessere che nasce dal bisogno di riconoscimento.
Educare non è solo tirare fuori il meglio ma è costruire impalcature resistenti che permettono di costruire un grande edificio.
Che sia un meraviglioso viaggio insieme questo testo, che sia voce al talento educativo, che sia magia educativa pura.
Viviana
