giovedì 8 marzo 2012

L'Italia delle donne











Otto marzo 2012 festa delle donne. Due sono i dati che vorrei portare all'attenzione che riguardano noi donne. E sono dati devastanti. Siamo tra le ultime in classifica
Europea, a tornare al lavoro dopo il primo figlio e siamo tra le ultime in fatto di riproduzione. Quindi? Lavoriamo poco e facciamo pochi figli. I motivi li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, non ci servono grandi studi ad attestare che quando diventiamo madri dobbiamo fare salti mortali. La politica famigliare nel nostro paese è praticamente assente: gli asili sono insufficienti e spesso tornare al lavoro diventa un'utopia. Non parliamo poi di far carriera. E oggi in questo giorno il nostro ministro degli interni AnnaMaria Cancellieri afferma che non servono tanto le quote rosa quanto posti al nido. Oltre al fatto che le quote rosa servono e servono anche a porre attenzione ad un tema preciso e cioè che la parità non esiste oltre a questo, mi chiedo come mai durante il comissariamento al comune di Bologna sempre la Cancellieri abbia pensato di far quadrare i conti, tagliando proprio sul servizio nido? Il nido riconosciuto come uno dei migliori strumenti per incrementare l'occupazione femminile, aumentare il pil, e uno dei migliori sistemi per integrare le fragilità sociali. Passando di qua la Cancellieri ha aumentando le rette in corso d'anno (e sono tante le mamme che vanno a lavorare per pagare la retta) ha aumentato il rapporto numerico tra educatore e bambino (e sono tante le donne che lavorano nel nido) ha aumentato il carico di lavoro delle cuoche (e sono tante le donne che lavorano nelle cucine dei nidi) e ha previsto la rapida chiusura per ristrutturazione di tanti nidi. Sapere che chi ha operato in tal senso è una stata donna fa ancora più male. Una donna che come poche ha avuto la possibilità di fare carriera. Una carriera che l'ha portata fino al governo. Ora ci piacerebbe a noi donne, a noi mamme lavoratrici, e non, a noi tutte, ci piacerebbe fare qualcosa di concreto. Perché se le quote rosa non sono risolutive aprire tanti nidi e fare un vera politica dedita alla famiglia, ci aiuterebbe tutte e tutti. Se vinciamo noi donne, vinciamo tutti.  

1 commento:

  1. Non amo la festa della donna perchè la parità ci dovrebbe essere tutti i giorni e non solo una volta all'anno. E certe dichiarazioni da chi ha iniziato lentamente ed inesorabilmente lo smantellamento dei servizi educativi che rendono (rendevano?) la nostra città un modello mi rattrista profondamente.viva le donne che silenziosamente, con pochi o nulli riconoscimenti, tutti i giorni si barcamenano meglio che possono tra famiglia e lavoro, in una società a rovescio in cui avere una famiglia è visto come un'intralcio alla produttività.

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