mercoledì 21 novembre 2018

ArteBambini: la formazione di qualità. Parola a Mauro Speraggi



Intervista a… Sono passata tante volte davanti agli spazi di ArteBambini. Tutte le volte pensavo che mi sarei dovuta fermare per conoscerli meglio. E questa mattina è arrivato quel giorno... fin da subito sono sorpresa dai disegni, dalle suggestioni e dai tanti i colori che coprono tutto anche il soffitto. Tanti libri e oggetti ma tutti rigorosamente bellissimi e disposti con ordine. Ad accogliermi c’è Mauro Speraggi. Sguardo serio e diretto stretta di mano franca. Sono qui oggi per a farmi raccontare il Kamishibai, ma appena ci sediamo, per iniziare l’intervista mi rendo conto che il gioco non lo conduco io. Speraggi ha molto da raccontare. Ha trent’anni d’esperienza nella formazione di insegnanti, maestri e educatori e laboratori per bambini e sarebbe davvero riduttivo parlare di un singolo corso. Artebambini “produce” oltre a formazione anche libri illustrati e la nota rivista d’arte e creatività Dada.

martedì 20 novembre 2018

A Reggio Calabria i nidi sono vandalizzati. La giunta risponde con il progetto A misura di Bambino


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Cronaca Bambina Questa notte è successo al nido Genoese a Reggio Calabria. Ignoti si sono introdotti nella struttura e hanno vandalizzato i locali. Il peggio è che non è la prima volta che succede. Non pare quindi un atto casuale ma una scelta precisa. Colpire un nido ha molti significati e anche con questi atti brutali quel che emerge è l’importanza che questo servizio può avere per realizzare una società migliore.

Fermiamo la pubblicazione dei video che ritraggono i bambini maltrattati nei nido e nelle scuole


 
diritti dei bambini
Bolognanidi













Oggi, 20 novembre, celebriamo la giornata l’infanzia e la bellissima carta internazionale che mette in fila, uno dopo l’altro, con grandissima precisione ed esattezza, tutti i diritti dei bambini. Il documento, come sanno tutti gli esperti del settore, è un bellissimo risultato frutto di un dialogo ed è stato sottoscritto da quasi tutti i paesi del mondo.Dalla carta si evincono chiaramente due fatti su cui dovremmo riflettere. 

lunedì 19 novembre 2018

Unicef e il garante dell’infanzia pubblicano i dati di 5 sondaggi rivolti ai fanciulli migranti. La discriminazione è servita

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Cronaca Bambina Ecco i risultati di 5 sondaggi condotti tramite U-Report on the Move e pubblicati da UNICEF e dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA) in occasione della prossima Giornata Mondiale dell’Infanzia che si celebra domani il 20 novembre. I dati ci parlano di una società (e una scuola) che discrimina, anche, per il colore delle pelle.

domenica 18 novembre 2018

Telecamere nei nidi? “Una misura indispensabile”. Nuova proposta di legge in Campania

Bolognanidi



 






Cronaca Bambina La proposta di legge per installare videocamere di sorveglianza nei nidi è stata presentata dal consigliere regionale dal consigliere Francesco Emilio Borrelli dei Verdi. Sono già previsti anche dei contributi per l’installazione delle telecamere nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. “Una misura indispensabile per tutelare i bimbi della Campania”.

sabato 17 novembre 2018

Fare l'educatore è sempre stato un lavoro difficile


nidi infanzia
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Pensieri e parole Tante volte scorrendo post e commenti on-line, mi imbatto in veri e propri sfoghi di educatrici stanche per via della continua maleducazione dei genitori. Sono talmente tanti questi racconti rispetto all’incapacità e al menefreghismo che il ritratto delle nuove generazioni di mamme e papà è spesso impietoso anche senza andare a leggere Crepet.

venerdì 16 novembre 2018

"I nidi di Napoli sono alla sfascio" Parola ad Agostino Anselmi


Nidi Napoli
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Intervista a… Oggi incontro Agostino Anselmi responsabile Fp Csil per approfondire la complessa situazione degli asili nido e delle scuole d’infanzia a Napoli. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa in un breve post (leggi qui) Oggi riprendiamo e approfondiamo. Le tematiche, che andiamo ad affrontare con Anselmi sono davvero tante e la situazione è molto complessa. Il quadro che emerge è a tratti buio ma presenta anche luci, perché nonostante tutto le iscrizioni sono aumentate e questo lo si devo all’impegno e alla competenza dei lavoratori.

Manca il personale nei nidi: perché?
Per una volontà politica.

Che è?
Quella di non assumere. Per tre anni conseguitivi il comune ha assunto 55 educatori per incarichi annuali.

E quindi?
A ottobre si assume e a giugno si licenzia gli educatori. I lavoratori, com’è nei loro diritti, a giugno chiederanno la disoccupazione, ma certo la norma concepita dal legislatore non aveva questo scopo.

Mancano 55 educatori ma non si assumono a tempo indeterminato?
Esatto. Da tre anni il comune assume gli educatori che mancano strutturalmente. A nostro parere si dovrebbero assumere di 55 educatori a tempo indeterminato e invece si preventiva di assumere maestre all’infanzia.

Perché succede?
Il comune in questo momento ha un blocco e dei limiti precisi. Si ritiene però che entro brevissimo, forse già a giorni, la situazione si bloccherà. E così si presenterà l’occasione di assumere le educatrici, se si volesse.

Oggi se entro in un servizio educativo napoletano cosa trovo?
Dipende molto da che nido, o da che scuola d’infanzia, abbiamo ancora delle vere eccellenze.

E in generale?
Siamo allo sfascio. Potremmo trovare nidi con orario ridotti, quindi bambini che escono alle due del pomeriggio, potremmo vedere delle mamme con lo zaino in una mano e nell’altra la busta della spesa, perché i nidi hanno bisogno di giochi, libri, detersivi, pannolini, salviette…

I bimbi escono alle due anche se il servizio era previsto per tutta la giornata?
Esatto.

Perché?
Perché manca il personale. Mancando il personale c’è poca compresenza e così si chiude, poi si rimedia con uno sconto sulla retta… A Napoli succede anche questo... Ciò significa, tra l’altro, interrompere il sonno ai bambini che dormono sui passeggini, perché mancano anche i letti.

Perché c’è poca compresenza? E cosa vuol dire?
Le nuove assunzioni sono state fatte, si, ma con contratti part-time (4 ore al giorno). Quindi in sezione ho venti bambini con due educatori, come è corretto che sia, ma uno dei educatore fa un part time e l’orario non può essere completo e la compresenza è limitata. Quel che è peggio è che capita anche per i bambini che necessitano di sostegno.

Si taglia anche sul sostegno?
Poniamo che un bambino sia certificato per avere un insegnante di sostengo per trenta ore settimanali, l’insegnante c’è, ma lavora per sole venti ore. I danni che si avranno saranno importanti e difficilmente recuperabili.

Ci sono molti iscritti ai nidi?
Si, sono anche aumentati. Questo grazie alle energie di educatori capaci e qualificati. Con l’ultimo concorso, circa tre anni fa, si sono stati “arruolati” tanti giovani che hanno anche incrementato le iscrizioni grazie al loro entusiasmo contagioso. Purtroppo nei servizi si sta investendo poco e la tendenza pare essere l’esternalizzazione.

Esternalizzare? L’assessore Palmieri quando venne a Bologna a parlare di sistema educativo insistette molto sulla salvaguardia del pubblico (leggi qui)?
Di recente Palmieri ha dichiarato “La mia idea è quella di creare il meccanismo delle convenzioni con il privato sociale, realizzando un albo e poi affidando con evidenza pubblica la gestione degli asili”. (leggi qui)

I nidi dei fondi Pac come sono?
Bellissimi, delle strutture incredibili, sembra di entrare in Svizzera. Uscendo da lì però ci troviamo nel terzo mondo.

Nidi aperti con i pac sono ancor più inaffidabili (leggi qui)?
Esatto questi servizi sono poco affidabili aprono e poi chiudono anche durante l'anno in corso.

Le strutture dei nidi e le scuole d’infanzia godono di buona salute?
Affatto! Ci sono infiltrazioni d’acqua, pavimenti divelti, gli impianti sono immancabilmente fuori norma. Tra orari ridotti all’improvviso, tra strutture fatiscenti, tra continue richieste di materiale di tutti i tipi stiamo costringendo le mamme a rivolgersi al privato. I genitori a Napoli per tradizione si fidano di più del pubblico… Ma per quanto ancora? In sette anni di assessorato Palmieri  la qualità dei servizi educativi si è abbassata e questo per responsabilità politiche precise.