mercoledì 6 giugno 2012

Nidi e servizi all'infanzia: Emma Bonino risponde













Ho avuto il piacere di incontrare e intervistare il vice presidente al Senato Emma Bonino. La sua fama la precede e non ha certo bisogno di presentazioni. Ciò che
colpisce in questa donna tanto minuta è la forza che esprime in gesti, modi e ragionamenti.
I servizi rivolti all'infanzia sono in un momento delicato e di grande difficoltà. Lo Stato investe poco per non dire nulla e non si impegna sul tema. Come vede la questione?
Ricordo quando con l'On Bindi è stato creato un piano straordinario d'investimento nel triennio 2007-09, l'unico credo in tanti anni di attività. I comuni che sovvenzionano i servizi non stanno investendo e non possono farlo per tutti i limiti che ben conosciamo. Questa situazione si riversa sulla spalle già fragili delle famiglie. Il problema è che se il nido e i servizi in generale, hanno costi proibitivi non sono utili e non possono estendere l'offerta. Questa è lo scenario in cui ci muoviamo. Per uscirne si dovrebbero rivedere i troppi vincoli che bloccano la diffusione. Forse non le interesserà sapere che oggi (28 marzo) lo spread della Spagna è salito al 7%. Siamo in una situazione disperata in cui rischia di saltare l'Europa. Si parla della Grecia come di un paese marginale, di poco importante... l'Europa è formata da tanti paesi che hanno comuni interessi e non è indifferente che la Grecia ne sia uscita e ancora più allarmante che la Spagna sia a rischio. In questo tragico contesto parlare di servizi alla persona fa quasi sorridere. Si immagini parlare di anziani o peggio anziani malati. Purtroppo sono temi che non interessano se non quando toccano da vicino. Questa miopia non vuole vedere sacche di povertà che inevitabilmente riguarderanno tutti presto da vicino. Per intenderci i nidi e i servizi ai bambini sono certamente importanti anche in un contesto in cui la crescita demografica è nulla, gli anziani sono in aumento e sono sempre più poveri per diversi motivi. Dobbiamo guardarci attorno. Capire e verificare cosa altri paesi stanno facendo per questi problemi. Non perché mi piaccia applicare ciò che altri fanno all'estero ma per confrontarsi e trovare spunti di pensiero e riflessione per nuove strategie.
E tornando ai servizi della prima infanzia...
Sul tema posso raccontarle qualcosa che ho cercato di realizzare di persona. In centro a Roma non esiste un nido, è un problema sentito come potrà immaginare. Bene avendo da un lato la domanda, quindi genitori che chiedono il servizio e la mia volontà nel realizzarlo, mi sono attivata. Non ho avuto ostacoli anche il comune ha appoggiato questo progetto. Mi attivo nella ricerca di un luogo adatto e ovviamente un luogo pubblico, altrimenti la spesa dell'affitto sarebbero state troppo alte. Dopo molta ricerca non ho trovato in tutto il centro di Roma, un luogo che rispondesse agli standar imposti dalla legge. Un nido deve avere un tot di metri quadrati a disposizione di verde per ogni bambino. Cifre alte da reperire nel centro di una città. Un terrazzo non può essere adibito a giardino. Per farla breve da questa esperienza ho capito che ci sono dei vincoli troppo restrittivi per la diffusione del servizio. Un servizio importante per le famiglie per le donne e l'incremento del lavoro e del pil, perché va da se che se le donne lavorano il pil aumenta.
Durante il trattato di Lisbona la comunità europea ha individuato nei servizi all'infanzia un punto importante d'investimento e ha indicato nella cifra di 33% la copertura minima entro il 2010. Molti paesi hanno investito, per adeguarsi fino al 2% del pil, l'Italia si attesta su uno 0,15%. Crede che ci sia la volontà politica di innalzare l'investimento del pil?
No, non c'è. Non c'era prima non c'è tanto meno in questo momento. Non ci sono i margini economici per farlo. Con questo non voglio dire che si debba smettere di trattare il tema, anzi bisogna cercare dei varchi di apertura per farsi largo. E' un tema importante che bisogna tener vivo nella società per la società. Spesso mi chiedo come mai si considerino infrastrutture le autostrade e non i servizi alla persona o la scuola? In tutto questo sono anche convinta che il tema vada trattato con le dovute particolarità del territorio, per essere più chiara credo che un servizio utile, gradito e necessario in Calabria non lo sia necessariamente a Milano che ha altre particolarità e caratteristiche. Il tema è davvero controcorrente e per questo ancora più meritorio.

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