domenica 24 marzo 2013

Torino: taglio del 75% ai fondi di funzionamento dei circoli didattici














Il comune di Torino nel 2011 per l'anno scolastico 2011-2012 aveva stanziato circa 400.000 euro per i l fondo di funzionamento da destinare ai circoli didattici che gestiscono le scuole materne comunali e gli asili comunali.

Le risorse dedicate al fondo di fuzionamento servono per acquistare materiale didattico e materiale igenico sanitario e dove non ci sono le cooperative anche il materiale per la pulizia delle strutture.
L'anno scorso, per l'anno didattico 2012-2013 (quello in corso) sono stati stanziati 100.000 euro circa. La matematica dice che l'amministrazione comunale ha il tagliato dal 2011 al 2012 il 75% di questi fondi.
Il risultato di tale scelta e' sintetizzato nella foto. I genitori di quasi tutte le strutture si sono dovuti inventare metodi e iniziative per recuperare risorse. Nello spcifico un nido ha fatto una raccolta FACOLTATIVA E CON QUOTA LIBERA e sucessivamente e' andato a fare la spesa comprando pasta, farina bianca, farina gialla etc etc per consentire ai bambini di continuare a fare i laboratori di manipolazione.
Per evitare che il tutto passasse inosservato o come semplice azione volontaria i genitori hanno scritto a tutti i consiglieri comunali, al sindaco e agli assessorati specificando come questa debba considerarsi un'azione eccezionale e che forte era la richiesta che il comune tornasse a investire nei servizi educativi.
La consegna e' avvenuta in presenza del vice presidente del consiglio comunale (Silvio Magliano del PDL) e di un consigliere della V circoscrizione di 5 Stelle.
Questa e' solo una delle situazioni critiche e miserabili in cui il servizio educativo 0-6 anni sta sprofondando da circa 2 anni a questa parte. Ovvero da quando l'amministrazione che si e' insediata (Fassino&company) ha iniziato a considerarlo una fonte di spesa e non una fonte di investimento.
La convinzione e' che l'argomento debba essere portato su un tavolo nazionale per provare a interrompere questo declino, per evitare lo smantellamento o la totale privatizzazione (oggi va di moda dire servizio integrato) di questo servizio. Con tutte le conseguenze del caso.
Alla prossima puntata per ulterirori aggiornamenti dal capoluogo Piemontese.

Luca Preti

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